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AIA RIZZOLI DESIGNATORE, CRITICHE ALLA VAR.

Nicchi ha presentato  il programma dell’ AIA per il 2017/18. Scompaiono gli arbitri di porta e arrivano i registi. Le prime critiche alla Var e Rizzoli designatore dal 2018.

 

RIZZOLI DESIGNATORE DAL 2018

Nicchi ha presentato il nuovo organigramma dell’AIA. Niente sorprese e il via ufficiale alla stagione della Var. L’appuntamento dell’Aia per presentare i nuovi organici arbitrali ha confermato Nicola Rizzoli, designatore dall’estate 2018; Abisso, Manganiello e Pasqua promossi nella Can A (aumentata di un’unità), dalla quale escono Celi e Russo. Deroga a Damato.

E ancora: in Can B salgono Balice, Fourneau, Giua, Guccini, Pillitteri e Piscopo. È stato il presidente dell’Aia, Marcelo Nicchi, a illustrare le novità della prossima Serie A, compresa quelle tecnologiche.

ECCO LE PRIME CRITICHE ALLA VAR: NON RISOLVERA’ TUTTI I PROBLEMI

«Non pensate che la Var possa risolvere tutti i problemi, ma ci aiuterà a evitare errori chiari – ha ricordato Nicchi –. Faremo in questo mese almeno 6 amichevoli per testarla coi nostri arbitri. Poi due giorni a Sportilia (raduno Can A dal 27 al 1° agosto, ndr) saranno dedicati a simulazioni di gara. Avremo 2 Var ai monitor e per questa ragione spariranno gli addizionali, mentre il 4° uomo tornerà a essere un arbitro perché toccherà a lui subentrare in caso d’infortunio. Il protocollo da usare è quello dell’Ifab e vale per tutte le competizioni.  Sono convinto che la tecnologia sia utile e diminuiranno le proteste. Magari invece degli arbitri sotto tiro finiranno i registi”». 

«Russo e Celi rientreranno come specialisti Var? No, al momento chi va ai monitor deve essere un arbitro in attività, ma vedremo in futuro».

Quindi la Var contro la cultura del sospetto?

Non occorre la Var, ma più cultura sportiva e meno sospetti. In Italia siamo maestri nel vedere nero da qualunque parte. Questa classe arbitrale mi rende orgoglioso per la limpidezza. Che non vuol dire essere infallibili. La Var ci aiuterà in questa direzione: gli errori chiari saranno evitati. E i primi a esserne contenti siamo proprio noi».

 

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