Albertini incorona McTominay: «Tra i più forti d’Europa»
C’è sempre una data che torna. Per Demetrio Albertini è il 15 gennaio, giorno che attraversa la sua carriera come un filo rosso. Trentasette anni fa, nel 1989, l’esordio in Serie A in Milan-Como; oggi, a distanza di una vita calcistica, il ruolo di tedoforo per Milano-Cortina, fiaccola in mano e memoria viva. «Quando l’ho avuta tra le mani mi sono emozionato parecchio», racconta Albertini in un’intervista concessa ad Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport.
Albertini osserva il calcio con lo sguardo di chi non si rifugia nella nostalgia. «La società è cambiata, e con lei il calcio. Bisogna contestualizzare. Oggi questo sport ha bisogno di essere più attrattivo». Un concetto maturato anche all’estero, in Spagna, tra Real Madrid e Barcellona: identità, giovani del proprio Paese, ma anche talento capace di accendere l’uno contro uno.
E quando il discorso scivola sui protagonisti attuali, il nome arriva naturale: Scott McTominay. «Mi ha stupito per le sue qualità altissime, per l’universalità che ha imposto in un anno e mezzo. Ha fatto tutto: mezzala, esterno, attaccante, mediano, play. Quanti ce ne sono come lui?». Per Albertini non è solo una sensazione personale: «È stato eletto miglior centrocampista in Italia dai suoi colleghi al Gran Galà. Sono quei voti che contano di più».
Non solo forza e duttilità, ma anche incisività sotto porta. «Segna tanto e spesso gol decisivi. È una differenza enorme rispetto alla normalità. Non so se sia il più forte d’Europa, ma di sicuro è tra i migliori. E va fatto un plauso a chi ha avuto l’idea di portarlo a Napoli», sottolinea ancora Albertini sulle colonne della Gazzetta dello Sport.
Lo sguardo poi si allarga al calcio italiano e al futuro. «Spero che Gattuso ci porti al Mondiale. La qualità c’è, manca la quantità. Servono gruppi forti, non solo tattica». E sui giovani non ha dubbi: «Pio Esposito è da gustare, Nico Paz è già padrone della scena, Bernabé del Parma è un altro talento. Bisogna avere il coraggio di lanciare i ragazzi».
Infine, la corsa scudetto. «L’Inter è la più forte, ma non sempre vince chi parte avanti. Il traguardo è lontano. Milan, Napoli, Juventus e Roma hanno tutte argomenti validi». Con una certezza che resta: il calcio cambia, ma i giocatori capaci di fare la differenza, come McTominay, restano rari.
