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Flop di Chiambretti a Tiki Taka. L’accusa: “troppo filo-Juventino”

TIKI TAKA CHIAMBRETTI

Chiambretti a Tiki Taka: Luci e ombre del debutto alla conduzione. Ascolti bassi e l’accusa: “troppo filo-Juventino”.

Chiambretti a Tiki Taka non convince. Salutato Pierluigi Pardo ufficialmente per ragioni legate alla volontà del giornalista sportivo di concentrarsi sulle telecronache, ha fatto registrare solo 546.000 spettatori e il 7% di share.
Chiambretti debutta alla conduzione di Tiki Taka nel giorno in cui esplode il caso Suárez. “Questo è culo, scrive Il Fatto Quotidiano, avrebbe pensato chi del Chiambretti televisivo ha antica memoria.
Pierino fa (bianco)neri i professori. Tra gli ospiti c’era Giampiero Mughini, lo juventino perfetto, sempre più simile a un santone indiano e sempre più pronto a sbroccare in diretta. Cosa si vuole di più dalla vita? Francesca Brienza? Francesca Barra? C’erano pure loro.
No, Chiambretti a Tiki Taka non avrebbe potuto chiedere di più. Dalla vita, e soprattutto dalla tv. Ma purtroppo da qualche lustro Chiambretti non è più Chiambretti. Non è grave, capita a tanti di diventare un altro, forse a tutti. Certo, bisogna vedere chi si diventa. Il Pierino di un tempo, talento versatile, guarda in più direzioni. Per un po’ ha studiato da pippobaudo, poi ha seguito un master in boncompagnismo allestendo diversi ginecei, ora si cimenta con la Filosofia dello sguub fondata da Aldo Biscardi, materia più complessa di quel che sembra“.

IL TIKI TAKA DI CHIAMBRETTI TROPPO FILO-JUVENTINO?

Il calcio è ancora uno sport o un genere televisivo si chiede il quotidiano. Il Covid ha spogliato tanti re: se lo stadio è diventato un set senza nemmeno il disturbo del pubblico a presentare Tiki Taka può ben andare un conduttore, e d’altronde Ivan Zazzaroni è apprezzato giudice di Ballando con le stelle.
Di suo, Chiambretti ci ha messo un effetto album di figurine, sua vecchia passione, da Alberto Malesani a Nicola Berti, l’insana attrazione per il trash ha avuto la meglio solo con Massimo Ferrero – questa è la nostra classe dirigente.
Qualcuno sui social esplode, accusando il programma di essere troppo filo-Juventino, e non si sbaglia:
L’arrivo di Alvaro Morata a Torino è stato seguito in palpitante diretta come nemmeno il viaggio di Papa Francesco a Cuba.

Silenzio di tomba, invece, su Luis Suárez, e qui il re dello sguub si rivolta nel moviolone. I professori di Perugia avrebbero promosso anche Biscardi all’esame di italiano, ma lui li avrebbe denunciati lo stesso“.

CHIAMBRETTI COME BONOLIS

La trasmissione tiki taka di Chiambretti, non è una formula nuova. Non è la prima volta che un conduttore estraneo al calcio prova a raccontare questo mondo. Era il 2005 e con l’acquisizione dei diritti tv per le sintesi delle partite di Serie A, Mediaset affidò a Paolo Bonolis la conduzione de “Il Grande Calcio”.

Era un programma che nasceva proprio con l’intento di smitizzare il calcio, ma non funzionò e dopo una serie di polemiche interne con la redazione sportiva di Mediaset, su tutti Sandro Piccinini, all’epoca conduttore di Controcampo, fu sostituito in corsa da Enrico Mentana. Il programma si concentrava unicamente sul racconto dei fatti della giornata. A fine stagione, il programma non fu rinnovato.

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