Careca: «Come nel 1990. Questo Napoli è da scudetto e Conte è l’anima della squadra»
’emozione è la stessa, a distanza di 35 anni. Quella vigilia febbrile, sospesa tra sogno e ansia, Careca l’ha vissuta da protagonista il 29 aprile 1990, quando il Napoli conquistò il secondo scudetto della sua storia. Oggi, il grande ex azzurro si ritrova ancora nel cuore della città, seppur da spettatore e tifoso appassionato. In un’intervista rilasciata ad Antonio Giordano per la Gazzetta dello Sport, il brasiliano rilegge il presente alla luce del passato: «Accadde allora, accadrà anche oggi», promette. «Baroni allora e oggi: la storia che si ripete»
«Tante le coincidenze», racconta Careca. «Nel 1990 l’ultima di campionato la vincemmo con un gol di Marco Baroni alla Lazio. E ora, proprio Baroni, da allenatore, ha fermato l’Inter, aprendo la strada al Napoli. Un segno del destino? Forse sì. Ma questa squadra ha tutto per farcela da sola». Conte, l’architetto di una stagione da sogno
«Il Napoli ha saputo dominare la pressione e affrontare il campionato con grande maturità», osserva Careca. «E il merito è anche di Antonio Conte, un leader vero. Ha dato alla squadra coraggio, tenacia e carattere, qualità che ho ritrovato in ogni prestazione. Se l’Inter era favorita, il Napoli è stato semplicemente più bravo». McTominay e gli altri: un gruppo di campioni
Tra i protagonisti della stagione, Careca esalta Scott McTominay: «Impatto clamoroso. Non solo per i gol, ma per la personalità con cui ha guidato momenti decisivi. Ma in questa corsa tutti hanno dato il loro: Meret con parate fondamentali, Lukaku e Neres, Lobotka e Anguissa, Politano, Raspadori. È un Napoli completo, costruito bene e con una grande anima». L’omaggio a De Laurentiis: «Sa programmare, ha preso gusto alla vittoria»
Careca non risparmia complimenti alla dirigenza azzurra: «Ho detto tempo fa al presidente De Laurentiis che era ora di vincere lo scudetto. E ci ha preso gusto. Merita riconoscimenti per la sua capacità di gestire, programmare e investire con intelligenza. Il Napoli è ormai una realtà stabile tra le grandi». Una domenica speciale e un ritorno continuo
«Sarò a Napoli domenica», rivela Careca. «Avevo prenotato per l’ultima, ma non ho potuto cambiare il biglietto. Seguirò tutto dall’albergo, con emozione e fierezza. È la festa di questi ragazzi, io sarò lì per applaudirli. E lunedì resterò in città. Poi martedì parteciperò a una partita benefica a Frosinone con le Legends del Napoli, contro Roma e Lazio. Ma ho bisogno dell’aria di Napoli e tornerò ancora, per respirare la gioia di una città che non mi ha mai dimenticato».
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