Il 25 aprile liberazione, Napoli fu abbandonata al proprio destino
Il 25 aprile Liberazione sul nazifascismo è legata alle Quattro Giornate di Napoli. Al grido di «kill Italians» gli Alleati sbarcarono in Sicilia.
Il 25 aprile liberazione dal nazifascismo. Al grido di «kill Italians» gli Alleati sbarcarono in Sicilia, con loro, le truppe coloniali francesi, i famigerati goumiers, di una ferocia inaudita nei confronti dei civili. Napoli fu abbandonata al proprio destino e alla camorra. Ma la liberazione è legata alle Quattro Giornate di Napoli e agli eventi dell’estate 1943.
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IL 25 APRILE LIBERAZIONE SUL NAZIFASCISMO
Pende, sulla parola Liberazione , un monumentale portato culturale del dopoguerra repubblicano, ma al tempo stesso vi si allunga un’ombra vaga, e tuttavia greve, che nel costruire l’immagine radiosa, ottimistica, albeggiante, del 25 aprile , a giocare il ruolo decisivo sia stata la necessità politica. Al grido di « kill Italians » gli Alleati sbarcarono in Sicilia e risalirono la Penisola. Con loro, le t ruppe coloniali francesi , i famigerati goumiers , che dimostrarono un valore eccezionale in battaglia e una ferocia inaudita nei confronti dei civili .
IL 25 APRILE LA LIBERAZIONE MA NAPOLI FU ABBANDONATA AL PROPRIO DESTINO
A Napol i Corona e governo sono costretti ad un bagno nella realtà: è qui che finisce il velleitarismo delle trattative rispetto all’armistizio, e la città, semplicemente, fu abbandonata al proprio destino. Napoli conobbe un degrado spaventoso. L’oro di Napoli stava per essere saccheggiato dai barbari di Gomorra . Sfinita dalla fame e dalle violenze, la popolazione cadde nel postraumatico disprezzo di sé che segue lo stupro, sviluppando una corrosiva filosofia della sopravvivenza dalla quale, in fondo, non si è mai più risollevata del tutto.
Il binomio Occupazione/Liberazione un formidabile camouflage sotto cui far passare quello Sconfitta/Vittoria. Un concetto che, peraltro, sembra estraneo alla storiografia straniera. Come spesso capita Napoli è un caso a sé , e un efficace modello per rappresentare vizi e virtù nazionali. La storiografia nazionale ha parlato di morte della Patria per raccontare la tragedia armistiziale: Napoli ci racconta questa morte in modo crudele ed efficace.
LA CAMORRA RAPPRESENTO’ UN RIFERIMENTO PER IL POPOLO
Quando gli Alleati entrano in città, la trovano già in ginocchio a causa dei bombardamenti, con l’aggravante che l’arretratezza economica e sociale rendeva il suo tessuto civile particolarmente fragile. La camorra , paradossalmente, rappresentò un riferimento per la gente. Nella diaristica militare , soprattutto inglese, sono citati episodi impressionanti, come quello dei bambini vittime di stupro indotti a vendicarsi, castrando l’aggressore . Il dopoguerra napoletano finisce tardissimo, con le jeep delle shore patrols che stazionavano alla Posta Centrale o il periodico sbarco dei marinai di una portaerei.
IL 25 APRILE, LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI E LA MEMORIA DEL SUD
L’Italia è un paese eternamente divis o che non ha mai amato fare i conti con il passato per evitare di specchiarsi nelle proprie responsabilità. Ma intanto, per il Mezzogiorno , l a Campania e Napoli , soprattutto, e di sicuro nella mente e nella memoria della gente del Sud , la liberazione è piuttosto legata agli eventi dell’estate 1943 , culminati nelle Quattro Giornate di Napoli di fine settembre.
Addirittura si fa fatica a mettere a fuoco, rivivere nella mente ciò che avvenne quel 25 aprile , e come sia stato vissuto da chi c’era. E però, tant’è; i venti mesi, da settembre 1943 ad aprile 1945, hanno finito con il rappresentare nel quadro della storia complessiva d’Italia una di quelle fasi cruciali nelle quali il Mezzogiorno non c’era, o se presente, in ritardo e come sfocato, invece è stato determinante .
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