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VINCERE NON E’ L’UNICA COSA CHE CONTA, LO HA DIMOSTRATO MAURIZIO SARRI

Vincere non è l'unica cosa che conta, è tutto ciò che conta se, senza vittorie, resterai nell'anonimato e non è il caso del Napoli di Sarri, che sarà ricordato nonostante l'assenza di titoli, come il Napoli di Vinicio o la splendida Olanda del calcio totale di Johan Cruijff.

Si chiude il ciclo a Napoli di Maurizio Sarri, sono stati tre anni esaltanti, senza vittorie ma che lascerà nella memoria di tutti gli amanti dello sport, non solo tifosi del Napoli, un ricordo bellissimo

 

L’ADDIO DEL COMANDANTE In queste ore i tifosi hanno un solo pensiero: Carlo Ancelotti. Ed è giusto che sia così perché bisogna sempre guardare avanti. E allora sarò impopolare, ma credo sia giusto dedicare qualche breve pensiero a colui che ci ha fatto divertire come mai era successo: Maurizio Sarri.

 

 

 

VINCERE NON E’ L’UNICA COSA CHE CONTA Il Comandante, così è stato definito da alcuni tifosi, ha regalato a questa piazza geometrie che raramente si vedono in giro per l’Europa, ha preso i complimenti di tutti gli allenatori (tranne uno), di tutte le tifoserie (tranne una) e di tutti gli amanti dello sport; ha saputo recuperare giocatori che sembravano persi come Koulibaly e Jorginho, ci ha regalato un centravanti come Mertens, che fino a quel momento era stato l’alter ego di Insigne e ci ha fatto capire che vincere non è l’unica cosa che conta.

 

Sì, vincere non è l’unica cosa che conta, perché se pensiamo alla bellezza, all’essenza del calcio, sicuramente non ci verranno in mente le prestazioni della Juventus di Allegri ma le spettacolari ed eroiche opere d’arte del Napoli di Sarri, capace di imporre il proprio gioco ovunque, anche in casa del Real Madrid e del Manchester City!

 

Vincere è tutto ciò che conta se, senza vittorie, resterai nell’anonimato e non è il caso del Napoli di Sarri, che sarà ricordato nonostante l’assenza di titoli, come il Napoli di Vinicio o la splendida Olanda del calcio totale di Johan Cruijff.

 

 

A Maurizio Sarri va detta soltanto una parola: GRAZIE!

 

  • Grazie perché hai saputo vincere lo scetticismo totale di una piazza che sperava nel grande nome e si è ritrovata con un allenatore che aveva appena debuttato in Serie A;
  • Grazie perché hai regalato a questi tifosi tre anni di divertimento puro
  • Grazie per quelle conferenze stampa piene di sincerità, con qualche frase volgare e qualche parolaccia di troppo, senza filtri
  • Grazie per aver amato questa piazza e questa tifoseria, rispettandola per tre anni e che sicuramente porterai per sempre nel cuore
  • Grazie per averci fatto sognare il tricolore nell’ultima stagione, erano emozioni che questa generazione di tifosi ignorava totalmente e adesso invece sa che esistono, sa che possono ripetersi, sa che forse prima o poi quello Scudetto arriverà

 

GRAZIE Le strade si separano, speriamo di raccontare ai nostri lettori numerose gesta eroiche del Napoli che verrà, in questo momento è giusto fermarsi un attimo prima di riprendere il cammino e salutare il Comandante come merita, augurandogli il meglio, magari incontrandosi in futuro da avversari leali.

 

E’ stato un piacere infinito assistere a tre anni che resteranno, nonostante l’assenza di titoli, nella storia di questo club per sempre. GRAZIE COMANDANTE!

 

Il silenzio dei colpevoliTra gli otto e i nove milioni di euro all’anno è l'offerta faraonica dello Zenit per Sarri. De Laurentiis aspetta la risposta di Maurizio Sarri poi penserà ai vari Emery, Ancelotti, Inzaghi e Giampaolo.

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