Sky History dedica una puntata a Baia sommersa e ai Campi flegrei
Underwater Pompeii: Sky History dedica una puntata a Baia sommersa. Un viaggio tra i fondali alla scoperta della città sott’acqua: qui imperatori e senatori, godevano del clima temperato dei Campi flegrei.
Di ILARIA URBANI repubblica
Sky History dedica una puntata a Baia sommersa
IN chiave moderna lo chiamano il “resort” esclusivo per imperatori e aristocratici. Per tutti è uno dei siti archeologici tra più belli del mondo: il Parco sommerso di Baia. La piccola Atlantide dell’antica Roma, a largo dei Campi Flegrei, è diventato lo scenario privilegiato per Baia, la Pompei sommersa, documentario scritto e diretto dal regista inglese Stuart Elliott in onda domani alle 21 su History, canale 407 di Sky.
Un viaggio tra i fondali alla scoperta della città sott’acqua: qui imperatori e senatori, da Nerone al suo congiurato Gaio Calpurnio Pisone, godevano del clima temperato dei Campi flegrei. Gli ambienti, le stanze e le ville con gli affreschi, le terme e i giardini, dove i Romani si dedicavano all’otium, sono stati ricostruiti come duemila anni fa grazie all’uso della computer grafica.
Il film è realizzato da una coproduzione internazionale: Lion Television (All3MediaCompany) con B&B Film, Thirteen Production in associazione con Channel 4, Zdf/Arte, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Parco archeologico dei Campi Flegrei e Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Napoli.
Underwater Pompeii, questo il titolo inglese, è stato presentato ieri in anteprima al Castello di Baia, con una visita al Museo archeologico dei Campi Flegrei e alle Terme di Baia, tra gli altri, Raffaele Brunetti, produttore esecutivo del film con Caterina Turroni, e autore dell’idea originale con Marcello Adamo.
«Il documentario fa conoscere, specie al pubblico straniero, un’area poco nota della Campania – spiega il regista Elliott – regione che contiene uno scrigno di meraviglie. La possibilità di filmare la città sommersa e quei mosaici stupefacenti rimane uno dei momenti più emozionanti della mia vita».
Il documentario, durata 55 minuti, punta alla riscoperta di un sito archeologico molto ambito dai turisti, in particolare inglesi, ma valorizzato solo di recente e visitabile da un battello con fondo trasparente che permette di ammirare le ville, i mosaici policromi e i reperti.
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