Mertens lo spaccanapoli. Niente saluti come Lavezzi, Cavani e Higuain
Mertens lo spaccanapoli. Dopo gli addii dei bomber del passato, Lavezzi, Cavani e Higuain, ecco la nuova tendenza del belga: niente saluti, si punta a vincere in maglia azzurra.
Il signor controtendenza è lui: Dries Mertens. Lo Spaccanapoli, però nell’accezione migliore possibile. Lavezzi, Cavani e Higuain non c’è due senza tre? Ma chi l’ha detto… Tra loro, questa volta, è spuntato Mertens. Il falso nueve diventato principe del gol che nel momento clou ha demolito i ponti d’oro dei cinesi e anche la corte di Barça e Chelsea: solo Napoli, per lui, con tanto di rinnovo fino al 2020. E mica per il sole e il mare: Dries vuole vincere lo scudetto. In azzurro.
E allora, la gioia dell’estate. Con tanti saluti alle delusioni vissute sin dai tempi di Lavezzi, il primo surfista sull’onda della clausola (31 milioni): lui era il Pocho, un idolo, mentre gli altri sono stati anche attaccanti da 30 gol a stagione. Da 104 Cavani, spietato Matador con le ali ai piedi; da 36 in un campionato solo (con cui ha firmato il record assoluto) il Pipita, il più fischiato e il menorimpianto della storia del San Paolo. Soprattutto grazie a Mertens. Sì, l’eredità che Milik aveva cominciato a raccogliere con grandi promesse a un certo punto è passata nelle mani di Dries, folletto belga che era abituato a svariare sugli esterni: prima falso nove, poi nove con i controfiocchi. Tanto da innescare un’asta in piena regola.
Dopo una stagione da 34 reti (28 in campionato, 5 in Champions e uno in Coppa Italia), gli occhi di mezzo mondo si sono posati su Mertens. Il miglior giocatore del campionato all’alba dei 30 anni. Il fenomeno del momento: si fanno sotto il Tianjin di Cannavaro, con un’offerta da sciogliere anche i ghiacci, il Chelsea di Conte e il Barça, ovvero il meglio, ma lui raccoglie idee e proposte e alla fine dice secco: no, grazie.
Scelta di vita ma soprattutto professionale: perché è con Sarri che può continuare a recitare da centravanti, come piace a lui; perché è con questa squadra che gioca a memoria e produce spettacolo e gol a grappoli che pensa di poter aspirare allo scudetto.
Chi s’aspettava un’altra fuga, alla fine, ha fatto i conti con Mertens ha cambiato e invertito la tendenza. Da queste parti, ora, la missione è interrompere lo strapotere della Juve. La Juve di Higuain.
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