Insigne c’è. Con la doppietta dell’Olimpico supera il suo record personale

ROME, ITALY - APRIL 09: Lorenzo Insigne of SSC Napoli celebrates after scoring the team's second goal during the Serie A match between SS Lazio and SSC Napoli at Stadio Olimpico on April 9, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Quattordici in Serie A, e sedici stagionali. La doppietta dell’Olimpico, regala a Lorenzo Insigne il suo nuovo record personale di reti segnate.

Il vivaio azzurro dell’era De Laurentiis, non è che abbia sfornato chissà quanti calciatori in grado di soddisfare i palati esigenti della piazza napoletana. Ma quando nella stagione 2011/2012, sotto la guida di Zeman ne faceva diciotto con la maglia del Pescara, potevamo quantomeno sperare in un piccolo fenomeno di produzione propria. Ad impressionare non erano tanto i numeri, comunque importanti, ma la pregevole fattura di quei gol, che diedero al Pescara la promozione in Serie A. Lorenzo Insigne era chiamato ad incantare la piazza azzurra, anche perchè approdò al Napoli proprio per rimpiazzare un pupillo della tifoseria: Ezequiel Lavezzi. Accostamenti pericolosi. Paragoni che venivano giù come coriandoli nel bel mezzo di un carnevale brasiliano. Il tutto influenzarono il rendimento di quello che, per il poco più ventenne Lorenzo, si poteva definire il ‘grande salto’. La fiducia tecnica in lui non è mai mancata, anche se in una piazza come quella napoletana, o incanti sin da subito, o ti tocca convincerli nel tempo, con tutte le complicanze del caso.

Da Mazzarri a Benitez, ed ora Sarri

Sotto la guida di Mazzarri, il 24 di Frattamaggiore ha totalizzato poco o più di quaranta presenze con cinque gol all’attivo e nove assist. Ma tantissime di queste, sono dovute a spezzoni di partita, e poche sono le presenze da titolare. Dopo la gestione Mazzarri, arrivò Rafa Benitez. Nel 4-2-3-1 del tecnico spagnolo, l’esterno napoletano, spaziava alle spalle della prima punta, e molto spesso era chiamato al sacrificio. Circa ottanta presenze nei due anni beniteziani, con 11 gol messi a segno e 17 assist. La consacrazione arriva negli ultimi due anni con Maurizio Sarri alla guida. Il gioco propositivo del tecnico toscano, esalta gli attaccanti. Ne sanno qualcosa prima Higuain e poi Mertens. Ma ne sa qualcosa lo stesso Insigne. Quarantadue presenze la passata stagione per l’azzurro, con 13 gol messi a segno e 11 assist. Quest’anno Insigne, non solo si è ripetuto, ma si è tolto persino lo sfizio di migliorarsi. Con il campionato ancora in corso, ha eguagliato il suo numero di presenze, ma ha battuto il record di reti segnate. Sedici stagionali, di cui quattordici in campionato. Anche nella classifica degli assist recita la sua parte con dieci in stagione. Adesso Lorenzo aspetta un rinnovo contrattuale. Ma di questo se ne sta parlando e sparlando fin troppo. C’è solo da dire che Insigne chiama a suon di gol, tocca alla società rispondere.

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