I fischi ad insigne e il San Paolo indolente, ecco la peggiore delle sconfitte

I fischi ad insigne e il San Paolo indolente, ecco la peggiore delle sconfitte

I fischi ad Insigne e l’indolenza del San Paolo. La peggiore delle sconfitte per il Napoli, che lascia mestamente l’Europa League.

[better-ads type=”banner” banner=”108237″ campaign=”none” count=”2″ columns=”1″ orderby=”rand” order=”ASC” align=”center” show-caption=”1″][/better-ads]

L’INDOLENZA DEL  SAN PAOLO

Il San Paolo non è più il dodicesimo uomo in campo, siamo onesti con noi stessi e ammettiamolo una volta e per tutte. La grande festa che si ripeteva come un rituale ad ogni gara del Napoli non esiste più, complice lo stadio virtuale, invocato da De Laurentiis.
Stupende, anzi meravigliose le coreografie durante Napoli-Arsenal, talmente belle da essere un’eccezione. Una volta lo stadio era in festa ad ogni partita, oggi nemmeno una gara così importante è riuscita a riempirlo.

Era il 15 marzo 1989, esattamente 30 anni fa. Quarto di finale di ritorno di Coppa Uefa. Quella che oggi si chiama Europa League, Scrive il Bruno Marra autore di Brunapoli, ma che molti come me amano lasciare al battesimo originale di “coppauefa” tutto attaccato.
Il Napoli all’andata aveva perso 2-0 a Torino. Al tempo non si chiamava “remuntada”, ma il senso era quello di dover ribaltare la Signora “sott’e ‘ncopp” a casa nostra. Il San Paolo quella sera non aveva 80 mila spettatori, forse neppure 90mila. Era un pienone extra large.

Chi stava allo stadio lo sa: non c’era un buco neppure per far entrare uno spillo. Fuorigrotta era deserta fuori e stracolma dentro. Un esodo messianico per chiedere al Napoli il miracolo.”

IL TIFO NAPOLETANO

Ieri sera erano scarsi 38 mila a chiedere il miracolo, Fuorigrotta non era deserta e la gente ha fischiato ancora una volta il proprio capitano.
Molti crederanno che queste mie parole, sono una critica verso i tifosi, lo so, ormai nell’epoca dei social qualsiasi cosa si scriva viene strumentalizzata e modificata a proprio uso e consumo, e le menti ignoranti la fanno da padrone, sono costretto quindi a rivolgermi alle poche persone che ancora hanno la facoltà del libero arbitrio.
Questo gioco del pro o contro, non lo sopporto, non l’ho mai sopportato, io sono per la critica costruttiva, non ho interessi che mi legano alla società o a qualche tv, per questo motivo mi sento sereno.

Il San Paolo è cambiato inutile negarlo, sarebbe come negare l’evidenza. I dati non mentono, il catino di Fuorigrotta non è più un luogo di aggregazione dove condividere una passione comune. Una parte del tifo partenopeo sembra in preda a un isterico delirio di insoddisfazione.

I fischi ad insigne e il San Paolo indolente, ecco la peggiore delle sconfitte

I SOCIAL E LO STADIO VIRTUALE

I Social network,  interventi in radio e altri mugugni certificano una colonizzazione delle emozioni comandata da un’ossessione della perfezione. Il verbo petere, scrive Elio Goka, è l’unica espressione possibile. Chiedere per ottenere, come un comando alla passione. Che paradosso. E pensare che dovrebbe valere il contrario.

Molti di questi tifosi rimproverano alla società un eccesso di prudenza negli investimenti, mal tollerando il dispotismo di De Laurentiis anche nel suo rapporto con una parte della tifoseria.

Un vero tifoso, secondo me, gioisce o soffre anche per i suoi tifosi. Tutto questo, invece, rischia di perdersi, di allontanarsi. Una fuga a favore di sentimenti artificiosi e pretese di vanità. L’aver ragione sopra ogni cosa – che poi è un atteggiamento che non dà mai ragione. Del resto, non c’è niente di più stupido della ragione che pretende di avere ragione.

Così nascono forme di insoddisfazione che generano antipatia. Frustrazione su frustrazione, per un gioco di invidie che finge di perseguire una passione, ma, in fondo, cerca solo di fondarsi sullo sconforto. È questa la peggiore delle sconfitte.

FISCHI AD INSIGNE

La presenza del Calcio Napoli tra squadre di vertice ha generato un inseguimento al sogno che ha i toni dell’incubo. Io invece ricordo quando il San Paolo aveva un coro per ogni calciatore azzurro. Quando all’improvviso inventammo il porompompero, quando si cantava festanti per 90 minuti, tra marenne e cuzzetielli vari.



Oggi fischiamo Insigne, ma perché? Non gioca bene? Anche Allan non gioca bene da Gennaio, Ghoulam è la controfigura di quel magnifico esterno visto prima dell’infortunio. Mertens offre prestazioni al disotto della sufficienza, Hisaj e Mario Rui steccano le gare importanti. Ma i fischi sono tutti per Insigne? Cosa succede Napoli? io non so spigarmelo.

false
Leggi Anche
Napoli Lobotka
Corriere – Il Napoli vuole Lobotka, il regista che serve a Carlo Ancelotti. I dettagli e i costi dell’operazione