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Barcellona- Napoli. Covid in Catalogna, De Laurentiis furioso con la Uefa

BARCELLONA NAPOLI DE LAURENTIIS

Barcellona- Napoli, De Laurentiis aveva chiesto ufficialmente di cambiare la sede della partita di Champions league per l’aumento dei contagi Covid in Catalogna.

Barcellona Napoli, De Laurentiis teme l’infezione da Covid-19 in Catalogna. Il Napoli dovrà badare da sé alla sua sicurezza e lo staff medico sta approntando un protocollo ad hoc per la trasferta a Barcellona. Gli azzurri limiteranno gli spostamenti al minimo indispensabile. Il quartier generale si trasformerà per 24 ore in un bunker, con un’intera ala dell’albergo requisita in esclusiva.

Si svolgerà inoltre telematicamente la conferenza della vigilia, con Gattuso e il giocatore prescelto che rilasceranno le loro dichiarazioni attraverso la piattaforma indicata dall’Uefa. Prima di scendere in campo per la super sfida con Messi i giocatori (e tutti i componenti della spedizione) si dovranno infine sottoporre all’ennesimo tampone. Si annuncia una trasferta ad alta tensione.

Secondo quanto riporta il quotidiano la Repubblica, la scelta del Camp Nou per Barcellona-Napoli  ha mandato su tutte le furie Aurelio De Laurentiis.

BARCELLONA-NAPOLI, FURIA DE LAURENTIIS

«Hanno fatto il gioco delle tre scimmie: non vedono, non parlano, non sentono. Mi auguro per il bene di tutti che non succeda nulla, perché sennò si scatenerà l’inferno. La salute è la cosa più importante e in una situazione come questa non si può essere così superficiali, confidando magari nella buona sorte. Non dimentichiamoci che le rose delle squadre valgono miliardi. Già a marzo a Nyon non avevano capito un granché sulla gravità del problema. Hanno organizzato le fasi finali di Champions ed Europa League in Portogallo e Germania: non sarebbe stato più logico spostare tutto lì? Con loro si sbatte contro un muro. Sono organizzati come quei collegi dell’Ottocento», ha alzato la voce il presidente azzurro, senza però riuscire a far valere le sue evidentissime ragioni.

Ma ancora una volta i dirigenti della UEFA se ne sono pilatescamente lavati le mani, lasciando che fossero i politici di turno (in questa circostanza quelli spagnoli) a prendersi la responsabilità della decisione.

L’Uefa si è limitata a sondare il Governo spagnolo, da cui sono arrivate delle risposte rassicuranti: a dispetto dei numeri e della logica. «Ci sono le condizioni per giocare in sicurezza a Barcellona».

Il Napoli è stato dunque costretto a prenderne atto e si è messo all’opera per organizzare controvoglia la trasferta in Catalogna, che per volontà di De Laurentiis si trasformerà comunque in un vero e proprio blitz. La partenza è fissata infatti per il pomeriggio di venerdì con un volo charter da Capodichino, subito dopo la seduta di rifinitura che Gattuso e i giocatori svolgeranno al San Paolo o a Castel Volturno.

La comitiva sarà ridotta numericamente all’osso e saranno lasciati a casa perfino alcuni funzionari e componenti dello staff: per limitare i pericoli di contagio e anche perché l’accesso allo stadio sarà consentito in occasione della gara a un numero ristrettissimo di addetti ai lavori.

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