Ancelotti, le certezze scudetto e il muro del Pianto. Forgione: “vi spiego tutto”

Carlo Ancelotti è passato dalle certezze scudetto ad una crisi profonda. Angelo Forgione analizza la situazione in casa Napoli

Cosa succede al Napoli di Ancelotti? gli azzurri hanno perso punti e certezze. Lo scrittore Angelo Forgione analizza la situazione in casa partenopea:

Inutile girarci attorno; basta fare zapping sui social per comprendere che Ancelotti è il principale imputato del clamoroso flop di questo abbrivio di stagione del Napoli . Non può non esserlo, per lo spessore professionale e perché ha stilato lui la lista degli acquisti, dichiarandosi soddisfatto del mercato e contentissimo della rosa ai blocchi di partenza.

Prima di chiudere il mercato, il 21 luglio, si era pure messo sulle spalle il peso della dichiarazione d’intenti: «I l secondo posto non basta più, dobbiamo portare a casa qualcosa. A parlare di secondo posto mi viene la pelle d’oca» . Che voleva dire vincere. Tre giorni dopo, la squadra avrebbe sbancato Firenze e il mister avrebbe aumentato il peso delle aspettative: « Mi prendo la responsabilità di dire che questa è una squadra molto forte che può puntare a vincere. Ha dimostrato tantissime qualità, sotto l’aspetto mentale e offensivo, e in allenamento mi dà soddisfazioni come poche altre squadre ». E lui di squadre importanti e vincenti ne ha allenate.

La sconfitta di Torino contro la Juve apparve come un risultato sfortunato, e il Napoli schiaffeggiò nientemeno che i campioni d’Europa del Liverpool. Tutto sembrava fedele alle aspettative, ma dopo la vittoria di personalità a Lecce ecco il peccato originale: l’inattesa sconfitta contro il Cagliari in casa, figlia della presunzione. E da qui, gradualmente, perdita di certezze e posizioni.

Oggi Ancelotti junior ammette finalmente che il problema più grave è la fase difensiva, confessando il cruccio che non ha confessato Ancelotti senior , pronto a coprire i problemi come, ad esempio, dopo il deludente pareggio contro la Spal, definito “soddisfacente” per prestazione offerta. Fase difensiva problema dichiarato, ed è già un bel rebus, perché Ancelotti padre aveva voluto Manolas per costituire con Koulibaly quel famoso muro tanto celebrato ma mai alzato . “ Sarà la coppia di centrali più forte d’Europa – dissero i più credibili addetti ai lavori – e il Napoli prenderà pochi gol” . Re Carlo fu ancora più chiaro, in tal senso: « Formeranno una coppia straordinaria. La loro strapotenza e velocità ci permetterà di giocare più alti ed essere più aggressivi nella metà campo avversaria ».

E invece, la realtà dice che il Napoli non solo non è poi così alto e aggressivo ma i centrocampisti non fanno neanche i giusti movimenti in copertura e ogni incursione avversaria, anche a difesa schierata, fa tremare i polsi , sia con palla a terra che alta. Le troppe letture sbagliate, le continue distrazioni, le ingenuità e le distanze lunghe tra i reparti hanno appannato la brillantezza tecnica di questo Napoli, che pure si è manifestata in fase offensiva quando la squadra è riuscita ad essere corta. Impietosi i numeri della retroguardia azzurra, i peggiori negli ultimi 11 anni: già 15 le reti subite nelle prime 11 giornate di campionato , troppe per una formazione che intendeva blindare la porta. Soprattutto per questo motivo gli azzurri stanno perdendo posizioni e certezze.

Tocca ad Ancelotti lavorare e risolvere. C’è la fase difensiva da migliorare, cominciando dall’impostazione di un pressing alto che non si vede più. Il Napoli non recupera palloni e lascia uscire gli avversari in palleggio troppo serenamente, ed è già lì che la fase difensiva si rende passiva e malfunzionante.

ANCELOTTI E LA CONFUSIONE DEI MODULI

Poi c’è la confusione dei moduli e la formazione iniziale continuamente rimestat a. Ci sono i calciatori fuori ruolo . C’è la carenza di mentalità vincente. A tutto questo si aggiunge la forma precaria di alcuni uomini fondamentali .

Il sogno è finito troppo presto, anche per Ancelotti, che ha certamente l’esperienza per rilanciare la squadra qualitativamente più forte dell’era De Laurentiis , che non può naufragare miseramente nell’inaspettata confusione di un caldo autunno pieno di incertezze.

Questo Napoli fuori dalla zona Champions fa venire davvero la pelle d’oca .