ULTIME NOTIZIE SULL'EMERGENZA CORONAVIRUS

Alvino: “Dopo napoletano coronavirus e un lavali col fuoco, c’è una giustizia divina

Carlo Alvino commenta la vittoria del Napoli con il Brescia. Match in cui sono stati intonati cori contro i napoletani come: “Napoletano coronavirus”.

Si dice che la mamma degli imbecilli è sempre incinta e forse è vero. I cori contro i napoletani si sono sentiti anche a Brescia. “Napoletano coronavirus” sono arrivati a gridare i civilissimi tifosi delle rondinelle. Questo il commento di Carlo Alvino, giornalisti d Tv Luna: “Tra un napoletano coronavirus, un Vesuvio lavali col fuoco e qualche odio Napoil, Lorenzo Insigne e Fabian Ruiz cetificano che c’è una giustizia Divina“.  Lo stesso giornalista ai microfoni dell’emittente campana ha detto: “E’ necessario censurare un coro becere che i tifosi bresciani hanno rivolto ai napoletani. Cori vergognosi su un dramma che sta colpendo l’Italia ed il mondo. E’ necessario prendere dei provvedimenti“. Durante la gara l’arbitro Orsato non ha mai fermato il gioco, nonostante i cori siano stati uditi in maniera distinta.

Cori contro i napoletani e commenti fuori luogo

Non ci sono solo i cori di discriminazione territoriale a tenere banco in queste ore, ma anche il commento del giornalista Vittorio Feltri che aveva scritto: “Da Lombardo devo ammettere che invidio i napoletani che hanno avuto solo il colera, roba piccola in confronto al Corona“. Sulla questione è intervenuto anche Angelo Forgione che ha risposto al giornalista attraverso il suo profilo Facebook: “Dite a questo razzista stagionato e scaduto che nel 1836 il colera colpì anche Brescia, Como, Cremona, Pavia, Lodi e Milano, con migliaia di decessi, e che il contagio in Lombardia partì dalla sua Bergamo, dove tornò negli anni 1866 e 1867“. Poi Forgione ha aggiunto: “Dite a Feltri che mentre a Napoli il colera del 1973 fu causato da una causa esterna, una partita di cozze infette proveniente dalla Tunisia, nel Nord del secolo precedente fu cagionato dalle cattive condizioni igieniche delle città che si espandevano verso la campagna insalubre. Dei cori dei bresciani col virus alle porte, poi, neanche vale la pena sprecare tempo“.

Archivi