Perché Sofyan Amrabat è il miglior mediano della serie A

Sofyan Amrabat è il miglior mediano della serie A

Sofyan Amrabat è il miglior mediano della serie A. Il centrocampista difensivo del Verona nel mirino di Napoli, Inter e Fiorentina.

Le doti di Sofyan Amrabat non sono passate inosservate alle big del nostro campionato. Le giocate del mediano di Juric in serie A lo hanno posto all’attenzione dei media e degli addetti ai lavori.

Il Napoli di Gattuso in questo momento sembra la squadra più vicina al migliore mediano della serie A, anche la Fiorentina lo segue , come ha ammesso il suo procuratore, più defilata l’Inter di Conte.

Amrabat è il miglior mediano della serie A?

La prima cosa che risalta guardando le giocate di Sofyan Amrabat è la forma atletica.  Il mediano del Verona fa sembrare gli altri giocatori di Serie A fumatori incalliti, preda di una crisi asmatica.

Anzi, parafrasando il ritratto che ne ha fatto l’Ultimo uomo: Sofyan Amrabat fa sembrare gli altri calciatori di Serie A giovani Proust andati in Normandia a curarsi l’asma e finiti per sbaglio in una partita di rugby. In una partita di rugby con dentro Jean Claude Van Damme.

Sofyan Amrabat è arrivato in Serie A in prestito al Verona dal Bruges, con diritto di riscatto (pare intorno ai 3,5 milioni). Quando è arrivato in Italia veniva da un paio di stagioni difficili con la maglia del Feyenoord e del Bruges.

La scorsa estate è rimasto fuori dai convocati del Marocco per la Coppa d’Africa 2019 (è nato in Olanda, ha giocato nell’under 15 olandese ma dall’under 17 ha scelto di rappresentare la sua Nazione di origine).

La sua migliore stagione è quella 2016-17 con l’Utrecht che lo ha formato, la sua prima da titolare, a vent’anni. Tatticamente la sua esplosione è dovuta al sistema di Juric e alle caratteristiche del campionato italiano.

Amrabat a 23 anni non è giovane magari per gli standard dei fenomeni contemporanei ma è oggettivamente abbastanza giovane per costruirsi una bella carriera.

La parabola di Sofyan Amrabat

Sofyan Amrabat da il meglio di sé come centrocampista difensivo, in una coppia di mediani. La presenza di un compagno gli permette di muoversi più liberamente anche in fase difensiva. Va a pressare fino a dove vuole senza lasciare totalmente scoperto il centro.
Amrabat copre moltissimo campo ma con un compagno a fianco si può avvicinare rapidamente alla linea laterale per mettere pressione.
Il mediano del Verona usa il corpo per non forzare passaggi, per proteggere palla finché non è sicuro. Ad esempio, non forza mai la palla in verticale, alle brutte si gira e la passa a un compagno vicino.

La parabola di Sofyan Amrabat,  è quella di un giocatore arrivato in Italia con la speranza di ricominciare a giocare. Si è scoperto un centrocampista difensivo e conservativo tra i più completi del campionato.
Un giocatore feticcio dei propri tifosi come lo sono tutti quei giocatori con un’energia fuori controllo. Uno di quei giocatori che trasformano le loro partite in una sequenza di duelli individuali ma la cui utilità è anche e soprattutto tattica.

Come giocherebbe Amrabat nel Napoli?

Considerando che Sofyan Amrabat interessa al Napoli può essere utile confrontare i suoi numeri a quelli di Allan. In particolare le statistiche.  Amrabat non solo fa avanzare di più metri la palla con i passaggi (138.8-108.3) ma soprattutto con le corse (33.9-17.9).
Allan ha statistiche difensive superiori (tackle e intercetti) ma Amrabat è probabilmente un giocatore più a proprio agio con il pallone. Soprattutto se inserito in un contesto che gli permette di giocare in un campo lungo e avere spazio per portare palla.
Gli unici dubbi sul suo possibile adattamento a Napoli vengono dal 4-3-3 che dovrebbe adottare Gattuso, in cui potrebbe fare la mezzala oppure il centrale (che nell’esordio di Gattuso è stato proprio Allan). E se da una parte non ha ancora mostrato, neanche nel periodo passato in Olanda, una creatività paragonabile a quella di Zielinski o Fabian Ruiz (soprattutto contro una squadra che difende con un blocco basso, come spesso fanno le avversarie del Napoli); è vero anche che al centro di un centrocampo a tre rischia di rimanere bloccato, come quando lo scorso anno con il Bruges giocava centrale di difesa e poteva brillare solo nei recuperi profondi.

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