Santacroce: «Napoli è nel mio destino. Pronto a riaffacciarmi dal balcone»
L’ex difensore del Napoli racconta l’amore per la città, la passione per gli azzurri e il nuovo ruolo da talent scout: “Da calciatore non sentivo la pressione che provo oggi da tifoso”
di Bruno Majorano – Il Mattino di Napoli
«È stato un onore essere protagonista, ma l’emozione di partecipare da spettatore è stata ancora più grande». Così Fabiano Santacroce, ex difensore del Napoli, racconta a Il Mattino di Napoli la notte dello scudetto 2023 e l’amore viscerale che lo lega alla città. Dal balcone al cuore della città
Nato a Camacari, in Brasile, cresciuto in Brianza, Santacroce è napoletano d’adozione. Un legame nato sul campo, rafforzato da una moglie napoletana, Barbara Petrillo, e dalla gente: «Questa squadra e questa città meritano mille di questi giorni. Quella sera mi sono divertito troppo. Ero in diretta per una tv, mi sono affacciato e ho visto la piazza impazzire. È stato tutto naturale, non avevo mai visto nessuno festeggiare in quel modo».
«Anche stavolta mi affaccerò. Comunque vada»
Ora che il Napoli è di nuovo in corsa per lo scudetto, Santacroce si prepara a rivivere quell’adrenalina: «Mi affaccerò di nuovo dal balcone, comunque vada. Questa squadra merita solo applausi. Una stagione così era del tutto inaspettata». Napoli nel destino
«Mi sento napoletano a tutti gli effetti», racconta. «Sto imparando anche il dialetto. All’inizio vivevo vicino al centro sportivo, ora sto al Vomero. Ci venivo già perché Barbara abitava qui. Mi piace avere tutto a pochi passi, è un quartiere che sento mio».
Una storia fatta di piccoli gesti: «Appena arrivato, andai al supermercato a Castel Volturno. Chiesi cosa potessi cucinare, non sapevo nulla. Il cassiere lasciò la fila e mi aiutò. Nessuno mi aveva riconosciuto, ma le signore in coda mi diedero le loro ricette. Un’accoglienza così non l’ho mai trovata altrove». La passione per il Napoli
«Da calciatore non sentivo la pressione che provo oggi da tifoso», confessa. «In campo almeno potevi sfogarti. Ora è tutta adrenalina. Ho deciso di restare a Napoli già nel primo anno, lo dicevo a Hamsik: “Non me ne voglio più andare”. Questa terra è simile al Sudamerica, te la porti dentro». Il rapporto con gli Ancelotti
«Ci conoscevamo dai tempi di Parma. Quando Carlo è arrivato al Napoli ci siamo frequentati spesso. Ora che è diventato CT del Brasile per me si chiude un cerchio. Devo ancora chiamarlo».
«Oggi faccio il talent scout per un’agenzia. Vedo tante partite, seleziono personalmente i ragazzi. Ho preso anche il patentino da allenatore, ma questa strada mi diverte di più».
«Guardo molto le espressioni dei giocatori, ti dicono tanto. Il Napoli mi sembra mentalizzato, li vedo bene. Lo scudetto? Lo sento nell’aria…».
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