Repubblica: “Napoli, scudetto e mercato del falso: boom di gadget contraffatti in vista della festa”
La corsa allo scudetto non si gioca solo sul campo, ma anche tra le bancarelle e i vicoli della città. Come racconta Paolo Popoli su “la Repubblica – Napoli”, con l’avvicinarsi del match decisivo contro il Cagliari cresce il fenomeno dei gadget contraffatti del Napoli, già al centro di operazioni e sequestri da parte di polizia, Guardia di Finanza, carabinieri e municipale. Magliette, sciarpe, bandiere e persino fumogeni e cover per smartphone: la merce illegale si moltiplica, spesso gestita da circuiti riconducibili alla criminalità organizzata. Il business del falso: tra loghi taroccati e merce “tossica”
Nel suo approfondimento per “la Repubblica – Napoli”, Popoli sottolinea come dietro le semplici divise azzurre vendute a dieci euro si nascondano non solo frodi commerciali, ma anche prodotti potenzialmente nocivi, spesso non conformi ai regolamenti europei. I principali carichi arrivano dalla Turchia, dopo anni in cui il traffico era dominato dalla Cina. In più, crescono i canali online: social e siti e-commerce ospitano un vero e proprio bazar parallelo.
Il prezzo? Irrisorio rispetto al prodotto ufficiale: si va da 10 euro per le maglie false ai 150 delle limited edition autentiche. Tra i gadget più diffusi spiccano quelli dedicati a Maradona, Lukaku e McTominay, quest’ultimo celebrato anche nella bandiera “McFratm”, soprannome datogli da Mazzocchi. Controlli e blitz: la risposta delle forze dell’ordine
Negli ultimi giorni si sono intensificati i controlli. Lunedì, un blitz della polizia municipale in via Toledo ha portato al sequestro di decine di migliaia di prodotti illegali, tra maglie, borse e accessori. Parallelamente, la Guardia di Finanza ha scoperto una centrale del falso ai Quartieri Spagnoli, con 300 capi contraffatti pronti alla vendita. Da inizio anno, sono già 5.000 i prodotti SSC Napoli sequestrati.
Nel 2023 – ricorda ancora Popoli su “la Repubblica – Napoli” – l’ondata fu ancora più massiccia, con una vera e propria filiera del falso scoperta tra Salerno e Napoli. Quest’anno, il fenomeno appare più contenuto, ma gli investigatori restano in allerta: «La contraffazione si muove a ondate, e lo scudetto è un’accelerazione fortissima», spiegano fonti investigative. Dietro la bandiera, il rischio penale
Non tutti i gadget sono illegali: esiste anche merce non ufficiale venduta regolarmente. Ma quando si tratta di prodotti contraffatti, dietro una semplice bandierina può nascondersi un reato. L’appello delle autorità è chiaro: attenzione a cosa si compra e a dove si compra. Le operazioni di controllo continueranno per tutto il weekend e nei giorni successivi, in attesa di un verdetto scudetto che potrebbe aprire – ancora una volta – la strada a un’invasione. Non solo di gioia, ma anche di business paralleli da fermare sul nascere.
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