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L’ex arbitro Bertini: “Quante difficoltà con Calciopoli, Nicchi mi ritirò la tessera”

Marcello Nicchi President of Referee Association Milano 09-09-2013 Football Calcio Serie A 2013/2014 incontro tra arbitri, dirigenti, allenatori e capitani della serie A Meeting between Referees, Captains, Coaches and managers of italian Serie A foto Andrea Ninni/Image Sport / Insidefoto

Paolo Bertini parla a Radio Punto Nuovo della sua esperienza da ex arbitro, ma anche del sistema Calciopoli e di un episodio che riguarda Nicchi.

Oramai la presidenza dell’Aia sembra quasi il mandato a vita di Putin, dato che ci si avvia verso il quarto mandato di Marcello Nicchi. Anche l’ex arbitro Paolo Bertini parla di questa peculiarità che appartiene solo all’Aia:

Nicchi è resiliente. Non capisco perché ci stiamo avviando verso il 4° mandato, la regola dei due mandati vale per tutto il mondo tranne che per l’AIA. Un altro problema del genere ce l’aveva Damiano Tommasi, ma ha fatto una scelta intelligente ed ha fatto un passo indietro. Cambiare la regola già per un terzo mandato è un aggravante. Ho provato e toccato con mano alcune delle cose che accadono in AIA.

Sempre Bertini tira in ballo ancora Marcello Nicchi e sottolinea: 

Ho avuto un provvedimento di ritiro tessera da cui non mi sono difeso vista la portata dell’accusa, non ne valeva la pena. Avevo fatto una querela per diffamazione inerente a Calciopoli che mi ha visto coinvolto e la prima persona che informai a riguardo fu Nicchi. Quando il processo era avviato, mi ha ritirato la tessera perché non potevo agire per vie legali nei confronti di altri tesserati. C’è il caso di Nicolodi, simile al mio, quella sentenza è arrivata al Tribunale, è evidente che il ritiro tessera è illegittimo. Ho avuto tante difficoltà durante a calciopoli, mi sono difeso con la tessera AIA in mano contro il parere del mio avvocato. Nel momento in cui è arrivata la sentenza, ero già senza tessera perché l’AIA aveva provveduto al ritiro.

Secondo Bertini in questo momento più che mai serve una riforma dell’Aia che per tante questioni finisce sempre nell’occhio del ciclone: 

Ritengo necessaria una riforma all’interno dell’AIA, ci sono persone di spicco, molto capaci che non ricoprono ruoli importanti perché non li fanno emergere. Fabbri al VAR? Sono anni che lancio quest’allarme. Il VAR è sicuramente un elemento di supporto enorme per ridurre errori arbitrali, ma snatura il gioco del calcio. Nessuno si è reso conto che avrebbe portato esattamente a ciò che sta accadendo adesso. C’è un numero di rigori assurdo, gioco forza la prova televisiva fa vedere una realtà diversa. I falli di mano sono diventati qualcosa di allucinante.

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