Savoldi: «Scudetto? Napoli e Inter alla pari. Lukaku? È stato preso per vincere, come me»
“Mister due miliardi” lo chiamavano, ed è impossibile non pensare a Beppe Savoldi quando si parla di attaccanti simbolo del Napoli. L’ex bomber azzurro, acquistato dal Bologna nel 1975 per una cifra record, resta ancora oggi una delle icone più amate del calcio partenopeo. E, in vista del rush finale della stagione, fa il punto sulla corsa scudetto tra Inter e Napoli, lasciando trasparire fiducia nella squadra di Conte.
«È una sfida apertissima: 50 e 50. Non vedo grandi differenze in questo momento tra le prime due della classifica», spiega Savoldi a Il Mattino. «A fare la differenza sarà l’equilibrio mentale. Le ultime partite sono quelle decisive e vince chi resta più lucido».
Secondo l’ex attaccante, il Napoli potrebbe beneficiare dell’assenza di impegni europei: «Non avere distrazioni può essere un grande vantaggio. L’Inter ha più partite, più tensione e meno tempo per preparare le sfide. Un infortunio o un calo di forma possono pesare. Il Napoli, al contrario, può concentrarsi solo sul campionato».
Il parallelo con Lukaku A chi gli chiede se si rivede in Romelu Lukaku, Savoldi risponde con autoironia: «Lui gioca, io ormai solo da spettatore (ride). Ma le caratteristiche sono diverse. Io ero un attaccante d’area, fortissimo di testa. Lui ha un’altra struttura, lavora per la squadra. Però c’è un punto in comune: siamo stati presi per vincere».
Savoldi, che con la maglia del Napoli ha segnato 77 gol, non riuscì a coronare il sogno tricolore. «Mi portarono per garantire un certo numero di reti, ma quell’anno non fu la stessa squadra dell’anno prima. Le cose non andarono come previsto, cambi di allenatore, difficoltà interne…».
Conte, la solidità e la spinta del Maradona Savoldi, però, riconosce il valore dell’attuale allenatore: «Conte è un grande. Ha portato esperienza e soprattutto risultati. I numeri parlano per lui. E poi ha il carisma per farsi seguire dallo spogliatoio». Il decimo sold out consecutivo al “Maradona” contro il Milan è la dimostrazione di quanto l’ambiente creda nella squadra: «A Napoli torno spesso, sono socio di alcuni club che portano il mio nome. Conosco la piazza e la sua forza».
E lunedì c’è Bologna-Napoli, un intreccio speciale per chi, come lui, ha scritto la storia in entrambe le città. «Tifo sempre per le squadre in cui ho giocato – conclude – ma questa volta farò il tifo per chi gioca meglio. Per chi merita».
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