Corriere dello Sport: “Napoli, un cuore da scudetto”
di Fabio Mandarini, Corriere dello Sport – inviato a Lecce
Jack lo squartatore di scudetti ha colpito ancora. Il 23 aprile 2023 aveva fatto saltare i sogni del Milan con una rete che spianava la strada al Napoli contro la Juve; stavolta, è toccato al Lecce soccombere sotto il peso di una punizione chirurgica e potente, firmata da Raspadori. «Una serata dove a fare la differenza sono stati il carattere, l’organizzazione e la qualità dei singoli», scrive Fabio Mandarini, e in effetti il Napoli ha mostrato tutte le sue sfumature migliori.
La corsa scudetto resta apertissima: l’Inter risponde al successo azzurro battendo il Verona. Napoli ancora avanti di tre punti a tre giornate dal termine: è tutto in gioco, ma la meta si avvicina. Sul fronte salvezza, il Lecce perde terreno: ora ha solo un punto di margine sul Venezia e due sull’Empoli, che deve ancora scendere in campo contro la Lazio. La giornata al Via del Mare è stata anche quella del dolore, nel ricordo del fisioterapista Graziano Fiorita: cori, striscioni, omaggi. Ma anche proteste: al 6’, dalla Curva Nord, fumogeni e petardi interrompono il gioco per sei minuti. Il colpo da maestro: punizione d’autore
Tornando al calcio giocato, la perla di Raspadori ha ricordato l’ultima magia di Kvaratskhelia a Firenze nel maggio 2024. Quinto centro stagionale per Raspa, che trova gloria proprio nella serata in cui Conte sceglie di rilanciarlo. Scelta felice, così come quella del 4-2-3-1, un Napoli fluido e mutante, con McTominay cardine invisibile che si muove tra le linee, disorientando la difesa avversaria. Politano si sacrifica, la squadra si ricompatta nel 5-4-1, e sul gol decisivo McT gioca da regista occulto: parla con Raspa, si piazza in barriera, ostacola la visuale di Falcone e si abbassa nel momento giusto. «Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione», cita Mandarini da Amici Miei, sintetizzando perfettamente il momento. Il Lecce ci prova, ma non basta
Il Lecce, che non vince dal 31 gennaio e non segna su azione da un mese, si difende con dignità. Nella ripresa alza il baricentro grazie a Helgason e Morente, va vicino al pari con Gaspar (traversa al 37’) e prova a costruire sulle fasce con Tete e Pierotti. Ma Krstovic, troppo isolato, resta ai margini. Il Napoli si chiude a riccio, difendendo con la miglior retroguardia dei cinque top campionati europei: solo 25 gol subiti e 17 clean sheet. Olivera centrale, come Bielsa avrebbe fatto con l’Uruguay, è la mossa geniale di Conte. Rrahmani dirige, Di Lorenzo e Anguissa stringono i denti e resistono.
Adesso, all’orizzonte c’è il Genoa. Il primo dei tre ultimi passi verso il sogno.
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