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C’era una volta il tifo a Napoli, ora c’è un teatro morto: così non si rende onore a Maradona

Napoli-Legia Varsavia con meno di settemila spettatori e zero cori

Lo stadio San Paolo, ora Diego Armando Maradona di Napoli è sempre più deserto, anche i tifosi sono silenziosi sugli spalti. Una volta lo stadio del Napoli era tra i più caldi d’Europa. Yaya Youré del Manchester City ebbe ‘paura’ a giocare in Champions League con il Napoli. L’urlo “The Champions” il tifo incessante, i cori per tutta la partita. Quella spinta sui contropiede, gli applausi quando c’è una bellissima azione, l’urlo che sostiene i calciatori e gli fa gettare il cuore oltre l’ostacolo. Oramai non c’è più nulla, se non un teatro vuoto dove si sente solo quell’insulso grido quando il portiere avversario calcia il pallone.

Napoli: sciopero degli Ultras

Lo stadio Diego Armando Maradona di Napoli si è trasformato in un’area muta e senza alcun brivido. Già con lo Spartak Mosca in Europa League 200 tifosi russi ammutolirono lo stadio di Fuorigrotta. Ma con il Legia Varsavia si è toccato il fondo. A tratti sembrava di giocare in un impianto senza pubblico, come se le restrizioni non fossero quasi del tutto eliminate. Per Napoli-Legia Varsavia il Napoli ha venduto circa 7 mila biglietti.

Frutto anche di prezzi esagerati per una sfida di Europa League che storicamente non attrai molti tifosi. Si gioca in settimana e inoltre la fase a gironi porta meno entusiasmo della Champions League, ovviamente. Poi ci sono i prezzi: 25 euro per una curva, quello che una volta era il settore popolare. Aurelio De Laurentiis ha deciso che non ci sarà prezzo più basso. Una politica difficilmente comprensibile, perché la crisi ha colpito tutti, anche le famiglie, non solo le squadre di Serie A.

Poi c’è lo sciopero dei gruppi organizzati che contestano le norme troppo stringenti di un regolamento d’uso che solo in Campania sembra essere così certosino. I gruppi all’esterno del Maradona continuano a sostenere gli azzurri, scortano il pullman del Napoli fino allo stadio, ma poi non entrano. In questo modo manca l’anima del tifo. Quello che alimenta l’emozione generale, anche di quelle persone che non frequentano lo stadio tutte le settimane. In questo modo si spegne la fiamma vibrante dello stadio Maradona, intitolato al dio del calcio che in quell’impianto a ha fatto battere ottantamila cuori. Impianto che ora raggiunge record negativi di spettatori ed un tifo che è diventato da salotto.

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