Beccantini elogia il Napoli: “Una squadra sola al comando, la sua maglia è azzurra, il suo nome Napoli”

Beccantini elogia il Napoli: "Una squadra sola al comando, la sua maglia è azzurra, il suo nome Napoli"

Beccantini elogia il Napoli. L’ex Giurato del pallone d’oro e Juventino dichiarato estasiato dal Napoli di Sarri.

di: ROBERTO BECCANTINI

BOLOGNA-Roberto Beccantini classe 1950, grande firma del giornalismo italiano: ha scritto per Tuttosport, Gazzetta dello Sport e La Stampa. Ex giurato del Pallone d’Oro. Juventino dichiarato elogia il Napoli:

PROMENADE DEL NAPOLI: LA SUA MAGLIA È AZZURRA, IL SUO NOME NAPOLI

Una squadra sola al comando, la sua maglia è azzurra, il suo nome Napoli. Mario Ferretti l’avrebbe raccontata così, la «tappa» Nizza-Napoli. Senza gran premi della montagna, per carità, e con i due gol dell’andata da usare, eventualmente, come copertoni di riserva (non ce n’è stato bisogno).
Il Nizza non è certo la cima Coppi, e nemmeno qualcosa di lontanamente paragonabile, ma l’idea fissa di Sarri l’ha soverchiato e disarmato fin dalla culla. Sneijder è ancora spaesato, e comunque sulla promenade del tramonto, e Balotelli, bè, sempre uguale al giovanotto che ha fatto disperare mezza Europa. Per la cronaca, e per la storia, quando Callejon ha sbloccato il risultato lui era fuori, in senso geografico e oltre.

Beccantini elogia il Napoli. L'ex Giurato del pallone d'oro e Juventino dichiarato estasiato dal Napoli di Sarri.

Altri avrebbero speculato sul risultato del San Paolo il Napoli no!

Pressing alto, difesa a ridosso della metà campo, fraseggio e palleggio: il Napoli della formazione-filastrocca è come il cielo di Lombardia, bello quando è bello. E poi Insigne, in formissima: suo il raddoppio. Altri avrebbero speculato sul risultato del San Paolo, ricavandone magari uno scarto più grasso. Sarri ha trasmesso altre abitudini, altri timbri. Dicono che sia la sua forza e il suo limite.
Siamo ancora ad agosto, e i preliminari hanno costretto a forzare la preparazione. Le somme le tireremo in primavera. Un solo neo, in generale: quella sorta di buonismo sotto porta che ha portato a un palo di Mertens, a una nuvola di occasioni potenziali ma anche, e soprattutto, alla «miseria» di due gol.
La difesa, che ogni tanto si distrae, ha lasciato in compenso poche briciole; e quelle poche, tutte nel finale, ai dribbling di Saint-Maximin, a una saetta di Ganago e a una traversa di Lees-Melou. Per il resto, pedalata sicura e dominio assoluto.
E così saranno tre le italiane nei gironi di Champions: Juventus, Roma, Napoli. Non capitava dalla stagione 2013-2014.

 

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