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Storia e ricetta della pastiera napoletana.

Storia e ricetta della pastiera Napoletana. A Napoli non è Pasqua senza il tipico dolce di pasta frolla, al quale è anche legata a un’antica leggenda. Ecco come preparano la pastiera a Napoli.

LA PASTIERA NAPOLETANA

Da sempre la pastiera è sinonimo di Pasqua. Diffidate da chi la prepara a Natale, traendovi in inganno, il più napoletano dei dolci, con il suo profumo intenso e inconfondibile, è come un lieto annuncio. Inventata, secondo la tradizione, in un monastero del centro storico di Napoli.

STORIA DELLA PASTIERA

Alla pastiera è anche legata a un’antica leggenda secondo cui alcune donne, mogli di pescatori napoletani, lanciarono in mare una cesta con ricotta, grano, uova e fiori d’arancio, per chiedere al “mare”, di essere clemente nei confronti dei loro mariti e di lasciarli ritornare alle proprie case. Il mattino seguente la cesta con gli ingredienti ritornò a riva con dentro una pastiera e a seguire anche i pescatori tornarono dalla loro battuta di pesca.

COME PREPARANO LA PASTIERA A NAPOLI

Ecco come preparano la pastiera a Napoli, secondo l’antica ricetta di Scaturchio:

Per la pasta frolla: «400 grammi di farina, 200 grammi di burro, 200 grammi di zucchero, 4 tuorli d’uovo, buccia di un limone grattugiato. Per il ripieno: 200 grammi di grano bagnato, 350 millilitri di latte, la buccia di mezza arancia, 1 noce di burro, 1 cucchiaino di zucchero, 1 bustina di vaniglia. Per il ripieno: 240 grammi di ricotta, 170 gammi di zucchero, 60 grammi di agrumi canditi misti, 3 uova, 1 fialetta di essenza di fiori di arancio, cannella in polvere e zucchero a velo quanto basta».

Il procedimento inizia il giorno prima di fare la pastiera quando bisogna “cuocere nel latte il grano, la buccia d’arancia, il burro, lo zucchero e la vaniglia.

Storia e ricetta della pastiera Napoletana.

RICETTA DELLA PASTIERA

Fate andare per circa quattro ore a fiamma bassa fino a ottenere un composto denso e cremoso. Il giorno dopo preparate la pasta frolla. Disponete la farina a fontana, al centro mettete il burro ammorbidito, lo zucchero, i tuorli e la buccia di un limone e mescolate. Quando l’impasto sarà sodo, lavorate il meno possibile, dando una forma sferica. Fate riposare in un panno bagnato e strizzato.

Storia e ricetta della pastiera Napoletana.

Per il ripieno, invece, passate la ricotta al setaccio, poi in una terrina ampia aggiungete lo zucchero e lavorate per alcuni minuti. Incorporate i tuorli, il grano, mezza fialetta di acqua di fiori d’arancio (da aumentare a vostro gusto), la cannella, i canditi e gli albumi montati a neve. Stendete due terzi della pasta frolla, foderate una tortiera di 24 centimetri di diametro e versatevi il composto.

Con il resto della pasta frolla fate delle strisce e disponetele a rombi sopra la torta. Cuocete in forno dolce per circa un’ora. Il ripieno dovrà asciugarsi e la pasta frolla diventare dorata. Sfornate e spolverizzate con abbondante zucchero a velo». Et voilà il gusto è servito.

Storia e ricetta della pastiera Napoletana.

CONSIGLIO

Se proprio non avete intenzione di passare mezza giornata ai fornelli tra farina, fiori d’arancio e uova potete sempre recarvi in qualche buona pasticceria e acquistare il dolce della tradizione pasquale che, però rispecchi il più possibile, la ricetta tradizionale.

Il profumo della pastiera si diffonde tra i vicoli e le strade del centro storico, come se fosse un annuncio dell’arrivo della Pasqua.

DUE LEGGENDE SULLA PASTIERA NAPOLETANA

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