Mele: “vi racconto Juve-Napoli e la volgarità dello Stadium

Silver Mele racconta Juve-Napoli. La forza di Ronaldo, i cartellini di Banti e la volgarità della stadium.

SILVER MELE RACCONTA JUVE-NAPOLI

Il giornalista Silver Mele racconta  Juve-Napoli:

La Juventus è squadra fortissima, senz’altro di più rispetto a quella che vinse al fotofinish lo scontro a breve distanza con il Napoli nel mese di aprile.

IL NAPOLI DOMINA PER 2O MINUTI

Tuttavia l’azzurro delle maglie ha dominato la scena nei primi venti minuti molto autoritari dello Stadium, conditi dal gol del vantaggio di Mertens che avrebbe potuto stordire tanti avversari di rango.

LA FORZA DI RONALDO

Ma non certo questa Juve che ha aggiunto al parco “assi” l’autorevolezza e il talento di Bonucci e Cancelo al genio già quasi incontenibile di Cristiano Ronaldo. La pressione bianconera ha spinto troppo indietro il Napoli e proprio la giocata del portoghese ha sparigliato nel duello senza storia con Hysaj. Nel braccio di ferro era chiaro che la Juventus dovesse venir fuori ma la squadra di Ancelotti ha tenuto bene il campo, pagando a caro prezzo la scarsa precisione in alcuni passaggi chiave che avrebbero potuto armare minacciose ripartenze. Errori in diverse zone del campo che sono fisiologica conseguenza di un divario tecnico ampiamente giustificato dal valore dei cartellini e dal monte ingaggi e della necessità di tenere i giri del motore a voltaggio sempre altissimo.

LO SHOW DI BANTI

Tra il secondo gol juventino di Mandzukic e il terzo di Bonucci, anche suo terzo personale nella storia della sfida al Napoli, l’arbitro Banti ha tuttavia completato la sua disastrosa serata. All’insegna della difformità nel valutare falli e gestire i cartellini. Qualche anno fa i cronisti avrebbero parlato e scritto di un arbitraggio fortemente casalingo: Chiellini, Pjanic, Alex Sandro hanno goduto di miglior sorte rispetto a Hysaj e all’espulso Mario Rui. Pare la classe arbitrale s’affanni a sembrare più incidente sul risultato che la stessa Juventus.

ALLAN IL MIGLIORE

Il resto è storia di una tenace resistenza, fino almeno all’occasione del potenziale 2-2 calciata da Callejon su Szczesny, quindi del finale bianconero con Ronaldo su tutti. Ancelotti lavorerà per allungare quei venti minuti iniziali in cui il suo Napoli ha tenuto ritmi di giocata elevatissimi e magari proverà a capire il perché delle difficoltà, delle prestazioni sotto tono di Hamsik, Insigne, dell’intermittente Zielinski. Allan, come sempre più spesso, il migliore dei suoi.

LA VOLGARITÀ DELLO STADIUM

I titoli di coda dovrebbero raccontare di entusiasmo e abbracci e invece denunciano un’ostilità, un senso di disprezzo, nel becerume delle volgarità dell’Allianz Stadium che non possono metter radici nello sport. E che di sicuro non fanno onore alla storica società torinese. Sebbene alcuni tesserati bianconeri, forse perché totalmente immersi nell’agone della partita, dichiarino di non aver sentito niente

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