IL MATTINO- MOGGI: VI RACCONTO COSA HO FATTO A NAPOLI. NON IMMAGINERETE CHI E’ STATO IL MIO PU’ GRANDE CAPOLAVORO

Luciano Moggi racconta il Napoli degli scudetti- Napoli più

Luciano Moggi racconta il Napoli degli scudetti. L’ex direttore di Juventus, Napoli e Roma festeggia 80 anni. Aneddoti, successi e rimpianti di un personaggio controverso.

Di Angelo Rossi il Mattino

 

Moggi racconta il Napoli

Luciano Moggi, personaggio tra i più influenti e chiacchierati della storia del calcio italiano, compie oggi ottant’anni: di solito a quest’età si iniziano a tirare le somme. Nel 2006 è stato coinvolto
nello scandalo Calciopoli: il relativo processo penale a Napoli è arrivato alla sentenza di appello nel 2013 con una condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Al Mattino Moggi racconta Napoli.

«Il calcio mi ha dato tanto e tolto qualcosa, tutto sommato ha rappresentato la mia vita. Mi sono divertito perché ho fatto quello che da piccolo sognavo di fare».

Voleva comandare nel calcio?
«Volevo lavorare in una grande società e contare qualcosa».

Chi è stato il suo maestro?
«Italo Allodi. Unico, inimitabile. Mi ha insegnato come si gestiscono un club e lo spogliatoio.»

La vittoria più bella della sua carriera?
«Con la Juventus  ho vinto tutto quello che c’era da vincere, ma lo scudetto con il Napoli lo
metto in testa ai ricordi»

Con Maradona non erano solo rose e fiori.
«Fin quando andava in campo, sopportavo certi suoi comportamenti. Quando poi crollò tutto, feci la voce grossa, non avevo altra scelta: dovevo comportarmi da dirigente per ottenere il rispetto della
squadra».

Luciano Moggi racconta il Napoli degli scudetti- Napoli più

Aneddoti, successi e rimpianti di un personaggio controverso.

 

Il suo rapporto Ferlanino
«Ferlaino è stato il miglior presidente con il quale abbia mai lavorato. Capiva di calcio e sapeva muoversi come pochi all’interno del Palazzo»

Lei però arrivò a Napoli dopo la conquista del primo scudetto.
«Ma anche in quell’anno detti le giuste dritte a Ferlaino. Aveva bisogno di un regista e gli consigliai di andare a prendere Ciccio Romano in serie B»

Il grande capolavoro di Moggi?
«Zola. Lo acquistai in C dalla Torres per 280 milioni e doveva prendere il posto di Maradona».

La bugia più esilarante che ha detto da direttore?
«Due: Alemao e Crippa. Detti appuntamento ai giornalisti all’ora di cena per non farmi seguire:loro mi aspettavano in hotel e io raggiunsi Madrid con un volo privato.
Tornando con il contratto di Alemao, dichiarai che il mercato del Napoli era finito. De Finis, il presidente del Torino,giurò che mai avrebbe ceduto un suo giocatore a Moggi. Ma aveva
bisogno di soldi e il giorno dopo presi pure Crippa»

Perché vive a Napoli?
«È una città unica»

Sarà l’anno degli azzurri?
«Sì, se Sarri s’inventa qualche alternativa tattica e se non lascia punti alle piccole: è contro di loro che si vincono gli scudetti»

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