Ferlaino: “Con Maradona abbiamo ribaltato il calcio italiano. Ora Conte può portare il quarto scudetto”

«Quando mostro il passaporto mi chiedono: “È italiano?” e io rispondo sempre: “Napoletano, prego”.» Con questa battuta, che è tutto fuorché una semplice frase ad effetto, Corrado Ferlaino apre la sua intervista rilasciata a Il Mattino. L’uomo che ha riscritto la storia del Napoli, conquistando i primi due scudetti e portando a casa il colpo del secolo, Diego Armando Maradona, racconta i suoi anni d’oro e condivide il suo punto di vista sul presente del club azzurro.
La sfida al Nord e l’arrivo di Maradona
Ferlaino, nato da madre milanese ma legato a doppio filo alla città di Napoli, è stato il primo presidente a sfidare il predominio del Nord calcistico. «Ero stanco dei soliti stereotipi sui napoletani», spiega a Il Mattino. «Già nel ’75 presi Savoldi per 2 miliardi di lire, ma non bastò. Nove anni dopo arrivò Maradona e cambiammo la storia».
Ma la scalata al potere calcistico non fu priva di ostacoli. Ferlaino racconta un episodio chiave che gli aprì gli occhi sulle dinamiche del calcio italiano: «Era il ’71, giocavamo contro l’Inter a San Siro. Stavamo vincendo 1-0 a fine primo tempo. Durante l’intervallo, Mazzola entrò nello spogliatoio dell’arbitro Gonella e alla fine perdemmo 2-1. Quel giorno capii che per emergere bisognava conoscere bene il sistema».
“Maradona era come una Ferrari tra 500”
L’acquisto di Maradona fu il vero punto di svolta: «Avere Diego era come mettere una Ferrari in una corsa tra 500», spiega Ferlaino. «Ma non era solo il talento di Maradona a fare la differenza. Il Napoli vinse anche grazie alla solidità della società e alla serietà dei progetti».
Eppure, pur riconoscendogli meriti straordinari, Ferlaino non nasconde le complessità nel gestire un fuoriclasse come Diego: «Maradona aveva pregi incredibili, ma anche qualche difetto. Napoli però riuscì a vincere grazie al lavoro di squadra e alla passione della città».
Il presente: “Conte può vincere il quarto scudetto”
Guardando al presente, Ferlaino si sofferma sull’era De Laurentiis e sul lavoro di Antonio Conte: «Dopo il disastro dello scorso campionato, che resta per me un mistero, il Napoli si è rialzato con Conte. Non sta giocando un calcio spettacolare, ma è in testa con merito. Il quarto scudetto è possibile».
L’ex presidente vede in Conte l’uomo giusto per dare continuità alla storia vincente del club: «Conte ha portato disciplina e carattere. È quello che serve in una piazza passionale come Napoli. E se riuscirà a gestire la pressione, questo Napoli può farcela».
“Il Napoli deve restare in mani italiane”
Ferlaino si dice contrario a un possibile passaggio del club a proprietà straniere: «Mi piacerebbe che il Napoli restasse sempre a un napoletano. O al massimo a un romano, come De Laurentiis. L’importante è che chi guida il club senta davvero il peso e la responsabilità di questa piazza. Il Napoli non è solo una squadra di calcio, è un simbolo di riscatto e orgoglio per un intero popolo».
“Il Var va usato meglio. E gli arbitri devono temere di sbagliare contro il Napoli”
Non poteva mancare un commento sul tema arbitrale: «Il Var è uno strumento utile, ma deve essere utilizzato in modo corretto. Il Napoli sarà un club forte davvero quando gli arbitri temeranno di commettere errori contro di lui», dichiara Ferlaino a Il Mattino.
L’ex presidente ricorda ancora le discriminazioni subite ai tempi della sua presidenza: «Durante una trasferta in una piccola città del Nord mi hanno sputato in testa. Anche questi episodi, però, ci hanno dato la forza di andare avanti e vincere».
“Napoli merita il quarto scudetto”
Ferlaino chiude con una speranza: «Sarebbe bello vedere il Napoli alzare il suo quarto scudetto. Questa città vive di calcio e se lo merita. Con Conte ci sono le basi per realizzare questo sogno».