Benitez “Napoli solido. Scudetto per quattro”
Il calcio continua a portarlo lontano. Spagna, Inghilterra, Italia, Cina e ora la Grecia, per una nuova sfida da globetrotter della panchina. A 65 anni Rafa Benitez affronta l’esperienza al Panathinaikos con lo stesso entusiasmo di sempre. Nell’intervista concessa a Repubblica, l’allenatore spagnolo spiega senza esitazioni: «In Grecia mi hanno accolto in maniera straordinaria e il progetto del Panathinaikos mi stimola tanto. Centro sportivo, stadio, giovani: c’è un club che lavora nella direzione giusta. Il 2026 sarà un anno di crescita».
Guardando al futuro del calcio, Benitez individua nel prossimo Mondiale un possibile spartiacque. Come racconta ancora Repubblica, il tecnico è curioso di osservare eventuali svolte tattiche: «Dal 2019, con la regola che consente di giocare dal rinvio del portiere dentro l’area, abbiamo visto le squadre costruire di più dal basso. Ma nell’ultimo Europeo il vento è cambiato ed è tornato di moda il lancio lungo. Credo che questa tendenza la vedremo anche al Mondiale».
Sulla nuova formula a 48 squadre, Benitez è netto. Nell’intervista a Repubblica afferma: «Sinceramente no. Ci sono già moltissime partite a tutti i livelli e questo aumenta il numero di gare e allunga il calendario. Inoltre la differenza di livello tra le squadre è molto grande. Capisco che nuove nazionali possano godersi il torneo, ma non credo che questo aiuti la qualità dello spettacolo».
Capitolo qualificazioni: la Grecia è rimasta fuori, l’Italia è passata dagli spareggi. Benitez però guarda avanti con fiducia, come ribadisce a Repubblica: «La Grecia migliorerà: è giovane e ha un buon ct, sta crescendo. L’Italia di Gattuso si qualificherà: è troppo forte per non farlo».
Sul suo ambientamento ad Atene, il tecnico spagnolo non nasconde la soddisfazione: «Sono contento. La gente è gentile e il club ha un bel progetto. Non sarà facile, lavoriamo con entusiasmo per riportare il Panathinaikos al suo livello». Un’accoglienza calorosa, culminata nei complimenti ricevuti al suo arrivo: «Fa piacere sentire parlare bene di sé. Cercherò di ripagare la fiducia con miglioramenti e risultati».
In Europa League il Panathinaikos affronterà la Roma il 29 gennaio. Benitez, intervistato da Repubblica, avverte: «Sarà una partita difficilissima. Loro stanno facendo molto bene e noi siamo in una fase di transizione, ma il Panathinaikos sarà pronto per competere».
Impossibile non parlare dell’Italia, che Benitez conosce profondamente. «Sto bene qui in Grecia, ma fortunatamente di tutti i Paesi in cui sono stato ho ottimi ricordi», spiega. Poi un’analisi lucida: «Il calcio italiano è molto competitivo, questo è l’aspetto positivo. Allo stesso tempo, però, questa altissima esigenza di risultati lascia poco spazio ai giovani ed è un fattore negativo per lo sviluppo dei tanti talenti che l’Italia possiede».
Tema strutture, da sempre caro al tecnico: «La crescita dei club non riguarda solo il campo, ma tutti i reparti. Se dipendi solo dai risultati può mancarti la stabilità, che è invece fondamentale per crescere». Un concetto già espresso ai tempi del Napoli e oggi tornato d’attualità.
Sugli scudetti vinti dal Napoli negli ultimi anni, Benitez confessa a Repubblica: «Sì e no. Sì, perché hanno stabilità, una buona rosa e un bravo allenatore. No, perché Inter, Juventus e Milan hanno il livello per vincere. Per questo ciò che sta facendo il Napoli ha grande valore».
Infine, uno sguardo al futuro e al Mondiale: «Il Brasile è uno dei candidati, ma non bisogna dimenticare la Spagna. E penso sempre che la Francia sia una grande squadra. Mi piace molto anche l’Argentina». E l’augurio conclusivo ai tifosi: «Si godano il calcio con passione e rispetto: saranno più felici».
