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Lo sapevi che: Sandokan, Yanez e il Corsaro Nero erano Napoletani?

Sandokan napoletano

Per lei Sandokan, Yanez e il Corsaro Nero non erano personaggi, ma persone. Uomini in carne e ossa, con i quali aveva discusso, scherzato, litigato; con i quali, addirittura, aveva trascorso, sotto lo stesso tetto, gli anni più belli della sua vita. Dieci, cento fotografie, giallognole e gualcite, ma ancora nitide, la raffigurano insieme agli avventurosi del Borneo e dei Caraibi.

Con una vocina sottile, che però ogni tanto s’impennava in esclamazioni autoritarie, e con un sorriso lieve che tuttavia di quando in quando diventava beffardo, Anna Matania, una signora di oltre novantanni dal profilo dolce e dalla statura minuta,  parlò e  raccontò di colui che aveva scattato quelle fotografie, cioè di quel mitico Alberto Della Valle che fissò con la matita le sembianze degli eroi di Emilio Salgari e che, anzi, inventò le copertine a colori per la maggior parte dei suoi romanzi. Apparteneva a un’illustre famiglia, questa signora. Era figlia di Eduardo Matania vignettista di «L’illustrazione italiana», era sorella di Fortunino Matania, ritrattista a suo tempo dei reali d’Inghilterra, ed era la vedova e anche la cugina di quell’Ugo Matania che compose le tavole a colori del «Mattino illustrato» serie 1924-1943; e, come se tutto ciò non bastasse, era nipote di Alberto Della Valle.

Sandokan napoletano

«Quando, sull’esempio di tutti i miei familiari, incominciai a posare per lo zio Alberto», mi disse, «avevo giusto sedici anni. Avevo pressapoco l’età, cioè, che Emilio Salgari, nei suoi primi romanzi conferì a Marianna Guillonk, fidanzata di Sandokan, a Honorata Wan Guld, fidanzata del Corsaro Nero, e a sua figlia Jolanda di Roccanera, fidanzata del pirata Morgan.

No, io personalmente ruoli di spicco non ne ho interpretati, ma ho indossato gli abiti di indiana e di pellerossa, di malese e di polinesiana che, per quelle scene, confezionava mia madre Clelia. Ricordo perfettamente quei momenti. “Forza aiutatemi, mi è arrivato un nuovo libro di Salgari!”, tuonava lo zio Alberto.

Ci convocava tutti nella sua casa di via Kerbaker, al Vomero, ci metteva in posa e, tact, scattava le foto: da quelle foto ricavava, poi, disegni che sono diventati celebri. Guardi qua, guardi questo album, ha posato perfino mio padre Eduardo. Guardi..per Sandokan napoletano».

Vedo i pirati della Malesia, vedo i Fratelli della Costa, vedo gli strangolatori del Bengala (i terribili tughs), vedo i pellerossa del Far West: hanno qui, nelle foto, bonari volti napoletani; assumeranno, nei disegni, ghigni patibolari. Un ufficiale delle truppe coloniali inglesi si pavoneggia in groppa a un somarello, forse quello che trainava il carrettino con i broccoli del rione Vomero: diventerà, nell’illustrazione salgariana, un focoso destriero. Se qualche studioso dell’iconografia popolare sapeva che Della Valle basava i suoi disegni su fotografie da lui stesso scattate, era ignoto a tutti, prima della mia intervista ad Anna Matania, che esse fossero state eseguite a Napoli e che ancora sopravvivessero in un casalingo archivio. La mia intervista, è il caso di precisare, comparve su «Il mattino illustrato» del 21 giugno 1980; di essa diede notizia, a tutti i giornali italiani, l’agenzia Ansa.

Napoletana fu immaginata la fidanzata di Sandokan, come si rileva inequivocabilmente da Le tigri di Mompracem, del 1900: «Lady Marianna Guillonk era nata sotto il bel cielo d’Italia, sulle rive dello splendido golfo di Napoli, da madre italiana e da padre inglese».

Napoletano di alta statura era quel Salvatore Di Giacomo che nel 1904 con ben tre racconti collaborò al settimanale «Per terra e per mare» diretto da Emilio Salgari. E napoletano, anzi napoletanissimo, era «Il Pungolo», il quotidiano che ospitò il 9 gennaio 1910 l’unica intervista mai rilasciata da Emilio Salgari. Né si esauriscono qui i rapporti fra lo scrittore veronese e la città partenopea.

Fonte:  Personaggi ed eventi curiosi e insoliti, testimoni della intraprendenza e creatività partenopee -Vittorio Paliotti

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