CorrSport: NAPOLI-INTER VALE ORO
Lunedì al San Paolo lo scontro al vertice tra due squadre il cui valore complessivo fa spavento: 651 milioni di euro
Notte da scudetto: una scalata sportiva ed economica tra investimenti d’oro e scelte vincenti Come, Insigne e Murillo che hanno moltiplicato in poche settimane la loro valutazione e i conti dei due club.
Il corriere dello sport, ha voluto analizzare il valore delle due rose, ne risulta che Napoli-Inter sara’ una partita da “ricchi”:
NAPOLI- Quando il gioco si fa duro, “el pipita” si mette a giocare (con la borsa), fa lievitare quotazioni che in teoria sono vincolate da una clausola fissata a 94 milioni e 736 mila euro si fatica persino a sussurrarli.
E’ Napoli-Inter, è uno stadio illuminato dalle stelle: José Maria Callejon, l’affare del 2013, costò 8 milioni e 800mila euro, ma quando nell’estate del 2014 l’Atletico Madrid ha offerto 22 milioni di euro, De Laurentiis ha ringraziato e declinato l’invito; Mano Gabbiadini, 11 milioni nel gennaio scorso, è stato blandito dall’Inter appena tre mesi fa e non c’è stato versodi far barcollare il Napoli. Marek Hamsik ha distratto la «Vecchia Signora» ma venticinque milioni non sono bastati, né potrebbero bastarne altrettanti per Mertens e Insigne, l’ennesima espressione d’una politica che in undici anni ha portato il Napoli di De Laurentiis dalla C all’ennesimo «braccio di ferro» per lo scudetto.
L’Inter si affaccia alla sfida del San Paolo da primadella classe. E’ vero che la squadra nerazzurra non è la corazzata di campioni che qualche anno fa conquistava uno scudetto dopo l’altro, tuttavia, anche grazie ad un mercato scoppiettante, Thohir, stimolato dal tecnico di Jesi, ha aggiunto una serie di gioielli che hanno fatto schizzare in alto il valore della rosa.
Ecco perché sono stati investiti 31 milioni (più altri 6 di bonus) per portare alla Pinetina Kondogbia, al momento ancora un prospetto di campione per la nostra serie A, ma con le potenzialità da top assoluto.
Curioso e’ il fatto che diversi elementi dell’organico di Mancini non sono ancora di proprietà nerazzurra. I vari Dodò, Miranda, Brozovic e Jovetic lo diventeranno certamente perché ai loro prestiti è associato pure l’obbligo di riscatto, formula utile per rinviare pagamenti e ammortamenti.
Un punto di domanda, invece, rimane sui Telles e Ljajic, per cui corso Vittorio Emanuele ha soltanto il diritto di acquistarli a titolo definitivo.
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