Massimo Troisi e Pino Daniele: storia di un’amicizia autentica

Massimo Troisi e Pino Daniele: storia di un’amicizia autentica. 25 anni fa pino scriveva “quando”, tema musicale di “pensavo fosse amore … Invece era un calesse”

fonte: Manzoni & co

Massimo Troisi e Pino Daniele

NAPOLI-Dei tanti amici di cui Pino Daniele si è cir­condato, nonostante un carattere per sua stes­sa ammissione un po’ bur­bero, (“Sono un napoleta­no antipatico”, diceva lui), ce n’è uno davvero speciale.

Parliamo di Massimo Troi­si, che con il cantante co­stituì un’alleanza artisti­ca che era anche una soli­dissima amicizia.

Due ami­ci associati dal destino, vi­sto che a portarseli via sono stati i problemi cardiaci (an­zi, “O saie comme fa o’ core” era proprio una delle canzo­ni che avevano scritto insie­me). E anche da una picco­la coincidenza, il numero del giorno di nascita e di morte, per entrambi il 19 (febbraio 1953 per Troisi, marzo 1955 per Daniele) e il 4 (rispetti­vamente giugno 1994 e gen­naio 2015).

 

Storia di un’amicizia autentica

“Massimo, ho scritto una canzone, mi fai un film?”: la frase che scherzosamente Troisi attribuiva a Pino Daniele la dice lunga sul lo­ro rapporto.

Troisi parlava di “Quando”, tema princi­pale di “Pensavo fosse amo­re … invece era un calesse”, di cui da poco si è festeggia­to il 25esimo anniversario. Un curiosità: l’attore e regi­sta amava così tanto quel­la canzone da averla scelta persino come suoneria dela sua segreteria telefonica.

Pino Daniele aveva però già composto le colonne sonore dei film di Troisi “Ricomincio da tre” (1981) e “Le vie del Si­gnore sono finite” (1897). Una delle sue rare appari­zioni televisive, anzi, fu pro­prio insieme all’amico fra­terno, in una puntata di “Al­ta Classe” di Gianni Minà,nel 1992.

“Quando program­mammo le puntate – ha ri­cordato Minà in un’intervi­sta alla morte di Daniele – pensammo subito a ospitare Pino Daniele con un partner come Massimo Troisi.

I due erano così amici che il can­tante non avrebbe mai ac­cettato l’invito se non ci fos­se stato il suo compagno di ‘avventure artistiche’. Erano ragazzi del popolo, ma mol­to sofisticati. Non avevano l’abitudine di andare in tra­smissioni televisive. ‘La tele­visione avvelena’ dicevano”.

Durante lo show “Io e Pino” – ha detto ancora Minà – non potemmo far altro che ride­re. Le battute le diceva Mas­simo. Tra gag e situazioni esilaranti riuscivamo a sten­to a parlare”.


Al di là dell’affetto e della re­ciproca ammirazione, Troisi e Daniele erano legati dalla capacità di farsi interpreti di una “napoletanità” che però era aperta al mondo, lonta­na dagli stereotipi, che li ha proiettati nell’Olimpo degli artisti italiani”.

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