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“Io penso in napoletano, sogno in napoletano. Mi riesce facilissimo!” La Ssc Napoli ricorda Massimo Troisi

La Ssc Napoli ricorda Massimo Troisi. L'attore partenopeo è nato il 19 febbraio del 1953: "Sempre nei nostri cuori"

Io penso in napoletano, sogno in napoletano. Mi riesce facilissimo!” Il 19 febbraio del 1953 è nato l’immenso Massimo Troisi. Sempre nei nostri cuori!” La Ssc Napoli ha voluto ricordare il compianto Massimo Troisi.

Il 4 giugno 1994, appena 12 ore dopo la fine del suo film più ambizioso e impegnativo, “Il Postino”, Massimo Troisi scivolava dal sonno alla morte nella casa di sua sorella Annamaria, a Ostia, dove aveva trovato rifugio dopo le fatiche di un set che non avrebbe dovuto affrontare.

19 FEBBRAIO 1953 NASCE MASSIMO TROISI

Troisi nasce a San Giorgio a Cremano 19 febbraio del 1953 da un macchinista ferroviere e da una casalinga, il “Pulcinella senza maschera” che il pubblico avrebbe amato fin dall’esordio con “Ricomincio da tre” (1981), si era formato sulle tavole del palcoscenico.
Istintivo erede di Eduardo e di una napoletanita’ irridente e dolente che avrebbe traghettato in un diverso sentire, quella della “nuova Napoli” di Pino Daniele e di Roberto De Simone.

Col gruppo “I Saraceni” e poi con gli inossidabili amici de “La Smorfia” (Lello Arena ed Enzo Decaro) uscì presto dai confini vernacolari del successo paesano per portare la sua lingua (un napoletano vivacissimo e torrenziale, sincopato e colorito: “L’unica lingua che so parlare, a dire il vero. Io penso in napoletano, sogno in napoletano. Mi riesce facilissimo!”) sulle reti televisive nazionali, a San Remo e poi al cinema.

Com’era accaduto a Eduardo e a Totò, quella parlata divenne comprensibile a tutti oltre le parole, sinonimo di un sentire universale in cui la maschera diventava volto e il personaggio un paradigma universale.

TROISI L’UMILE GENIO

Nella bacheca di Troisi i premi (dai David ai Nastri d’argento) non mancavano ma proprio il successo planetario de “Il Postino” dice quanta strada avesse ancora davanti il ragazzo di San Giorgio a Cremano.
Ancora oggi resta il sentimento di un talento irripetibile e luminoso che senza Napoli non sarebbe esistito ma che a Napoli ha restituito la statura di una vera capitale mondiale.

Massimo Troisi oggi avrebbe l’età giusta per prendersi l’Oscar che il destino gli ha negato. Ma lassù (come quaggiù) lo amano in molti lo stesso.

In molti, oggi, hanno ricordato il “compleanno di Troisi“, dalla Ssc Napoli ai media nazionali: da Mediaset, a Sky, ai quotidiani tutti hanno speso un pensiero per Massimo.

AUTORE IMMORTALE

Massimo Troisi è il fratello che tutti avrebbero voluto avere, con il quale trascorrere l’infanzia, l’adolescenza, con il quale condividere preoccupazioni e gioe. Troisi, attore e autore immortale, ci ha regalato anche la definizione migliore del matrimonio mai sentita: “Io non è che sono contrario al matrimonio ma credo che, in particolare, un uomo e una donna, siano le persone meno adatte a sposarsi tra di loro, troppo diversi”.
Massimo Troisi, noi speravamo di non perderci… e invece, purtroppo, è accaduto.

LE BATTUTE PIÙ DIVERTENTI DI MASSIMO TROISI

Marta (Fiorenza Margheggiani): “Quando c’è l’amore c’è tutto.” Gaetano (Massimo Troisi): “No, chella è ‘a salute!” (Ricomincio da tre)

Gaetano: Cioè, se ti sto dicendo che parto, parto… e po’ me ne vaco, Rafe’, nun ‘nce ‘a faccio cchiù! Cioè, chello che è stato è stato, basta! Ricomincio da tre!
Lello: Da zero! Gaetano: Eh? Lello: Da zero! Ricominci da zero!

Gaetano: Nossignore, ricomincio da… cioè, tre cose me so’ riuscite dint’ ‘a vita, pecché aggia perdere pure chelle? Che aggia ricomincia’ da zero?! Da tre!… Me ne vaco, nun ‘nce ‘a faccio cchiù. (Ricomincio da tre)

Gaetano: “Che faceva San Francesco, parlava sempre agli uccelli? Sempre ‘int’ ‘e ‘rrecchie ‘e ‘sti povere bestie ca si chille vulevano essere ‘nu poco tranquille, no… Secondo me, guarda, per colpa ‘e San Francesco è nata ‘a migrazione ‘e gli uccelli.” (Ricomincio da tre)

Robertino: “Mammina dice che c’ho i complessi!”
Gaetano”: Complessi? Tu hai un’orchestra intera in testa! (Ricomincio da tre).

Anna (Giuliana De Sio): Mi piace fare l’amore con te.

Vincenzo (Massimo Troisi): Anche a me.

Anna: E allora perché non me lo dici mai?

Vincenzo: Che significa? Se lo faccio, ca lo facciamo accussì, vuol dire che mi piace, no?

Anna: Eh no.

Vincenzo: Come no? No. È mai visto ca mi so’ dato ‘na martellata sulla mano o mi so’ tagliato un orecchio? No. Sai perché? Perché non mi piace. È normale, Senza che uno ha da’ dicere tutt’e cose. Certe cose vanno da sé. Se uno capisce capisce. (Scusate il ritardo).

Tonino (Lello Arena): Vincé, io mi uccido, meglio un giorno da leone o 100 giorni da pecora.

Vincenzo: Tonì, fà 50 juorne da orsacchiotto. (Scusate il ritardo).

Vincenzo: Senti Alfredo, cioè, nuje avimme pensato, tutte quante nuje, i figli, tutte quante accussì, avimme pensato, poiché venerdì è o’ compleanno e’ mammà, no? Non lo so, ce vulevemu fa’ nu regalo, tutte quante insieme, no? E niente, avimm pensato e’ ce fa a televisione, sta sempre annanz’ a televisione, però tiene chille colori ca… a televisione fa nu pocu… e… niente, avimme pensato e ce fa tutte quante nuje, Patrizia e tutte cose, insieme metteveme 5.000 lire io, 5.000 lire Patrizia e nu milione e due tu… ” (Scusate il ritardo).

CIAO MASSIMO

Massimo Troisi oltre ad essere ironico, era un uomo sensibile e profondo, e soprattutto un grandissimo artista! Anche lui è andato via troppo presto! Non si può non ricordare TROISI.

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