Corriere dello Sport: “Lukaku al 96’, il Napoli piega il Verona e vede la Champions”
Al Bentegodi finisce come in una favola a lieto fine, ma scritta con l’inchiostro della sofferenza. Come racconta Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, è Romelu Lukaku l’uomo copertina di una sfida sporca, nervosa e complicata oltre ogni previsione. L’inviato Fabio Mandarini, dal Bentegodi per il Corriere dello Sport, descrive una partita brutta e incattivita, risolta solo al 95’ e 11 secondi dal sinistro del belga.
Secondo quanto riportato da Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, il Napoli acciuffa una vittoria pesantissima in chiave Champions, evitando un nuovo passo falso contro un Verona ultimo e in crisi profonda. È Lukaku, rientrato dopo il lungo stop seguito all’infortunio del 14 agosto, a firmare il 2-1 che scaccia polemiche e fantasmi. Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport sottolinea anche il peso emotivo del gol: lacrime, liberazione, un’esultanza che sa di rivincita personale 281 giorni dopo l’ultima rete, quella del 23 maggio 2025, decisiva per lo scudetto.
La gara si accende subito con il tandem inedito Lukaku-Hojlund, soluzione proposta per 23 minuti e potenzialmente preziosa per il futuro. È proprio Hojlund a sbloccarla dopo appena 1’46’’, con un colpo di testa che illude il Napoli di poter gestire la serata. Ma, come evidenzia ancora Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, gli azzurri si smarriscono nella costruzione, faticano a trovare linee pulite e si fanno trascinare in una partita nervosa, condizionata anche da episodi arbitrali discussi.
Il Verona, pur con tutti i suoi limiti, resta aggrappato alla gara. L’angolo conquistato con astuzia da Bowie – tra le proteste partenopee per un presunto fallo su Buongiorno non ravvisato – porta al pari di Akpa Akpro al 65’, complice una deviazione. Il Napoli accusa il colpo e produce appena un tiro nello specchio con Elmas, neutralizzato da Montipò. Troppo poco per una squadra in corsa per l’Europa che conta.
Poi, nel recupero, il destino cambia volto. Angolo guadagnato da Gutierrez, cross di Giovane deviato da Niasse, e sinistro di Lukaku che squarcia la notte veronese. È il 96’. È il gol che vale tre punti d’oro. È il sigillo che, come rimarca Fabio Mandarini nel suo reportage per il Corriere dello Sport, potrebbe pesare come una qualificazione in Champions.
Il Verona resta ultimo con 15 punti, nove sconfitte nelle ultime dodici e un 2026 da incubo. Sammarco prova a tenere viva la squadra, ma la differenza la fanno i centravanti. Il Napoli ne ha due e li sfrutta: Hojlund apre, Lukaku chiude. In mezzo, una partita confusa, povera di idee e con troppe difficoltà in fase di sviluppo, aggravate dall’assenza di McTominay.
Le buone notizie arrivano dall’infermeria: Anguissa è pronto, De Bruyne accelera, McTominay è vicino al rientro. Ma servirà di più già venerdì contro il Torino. Perché, come lascia intendere Fabio Mandarini dal Bentegodi sulle colonne del Corriere dello Sport, la sofferenza può essere accettata. L’ennesimo brivido, forse no.
