Corriere dello Sport: “Lobocop tiene il Napoli al sicuro”

Corriere dello Sport: “Lobocop tiene il Napoli al sicuro”

NAPOLI – Non era la serata per esteti e palati fini. Era la notte della sopravvivenza, del pragmatismo portato all’estremo. E il Napoli, pur soffrendo come raramente in stagione, ha fatto l’unica cosa che contava: vincere. L’1-0 sul Sassuolo, firmato da Lobotka, chiude una mini-crisi di risultati e restituisce ossigeno alla squadra di Antonio Conte, come analizza Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport.

Dopo tre pareggi consecutivi e quattro punti persi al Maradona contro Verona e Parma, serviva solo il risultato. E poco importa se il successo è stato forse il meno meritato dell’anno, “sporchissimo”, strappato con le unghie e con i denti. Conta che permette al Napoli di restare agganciato alla zona scudetto e soprattutto di salire a +4 sulla Juventus nella corsa Champions, a una settimana dallo scontro diretto di Torino e in attesa della Roma, sottolinea ancora il Corriere dello Sport.

Assenze, fatica e orgoglio

Il contesto rende tutto più chiaro: fuori Neres, Anguissa, De Bruyne e Gilmour, con Lukaku in rientro verso Copenaghen e Rrahmani, Elmas e Politano da valutare fino all’ultimo. Un gruppo stremato, spremuto da settimane di partite ogni tre giorni senza rotazioni reali. Il vero Napoli, probabilmente, è rimasto a San Siro dopo la doppia rimonta con l’Inter.

I simboli della fatica sono evidenti: Hojlund, isolato e sfinito; McTominay e Lobotka, unici centrocampisti disponibili dal 22 novembre; giocatori in campo con sintomi influenzali. Conte, squalificato anche ieri per l’ultimo turno, può però essere orgoglioso dei suoi irriducibili. Gli infortuni sono una maledizione, ma anche una conseguenza, come evidenzia Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport.

Il lampo di Lobotka, poi solo resistenza

Il gol che decide la partita arriva presto, al 7’: geniale inserimento di Lobotka, ignorato da Vranckx, e destro che rompe un digiuno lungo tre anni e cinque mesi. Sembra l’inizio di una serata in discesa, invece è l’inizio della sofferenza.

Il Sassuolo domina per lunghi tratti: 21 tiri a 11, 23 tocchi in area a 14, 16 cross a 9, superiorità nei duelli e nel gioco aereo. Laurienté è devastante nel primo tempo, con Doig a creare costantemente superiorità sulla sinistra. Milinkovic è decisivo, anche con un pizzico di fortuna, mentre Juan Jesus gioca una partita monumentale.

La svolta tattica arriva nella ripresa, quando Conte riporta Di Lorenzo nel terzetto difensivo per limitare le fiammate neroverdi. Il pressing alto del Sassuolo soffoca il Napoli, che crea pochissimo: solo due tiri di McTominay da fuori area. Ma basta così.

Conta solo il risultato

Alla fine, il cerchio si chiude. Il Napoli vince una partita che non avrebbe dovuto vincere, ma che doveva vincere. Per la classifica, per il morale, per arrivare vivo al crocevia di Copenaghen e allo scontro diretto con la Juventus. In certe notti, come scrive Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, non serve brillare: basta restare in piedi.