Allerta granchio blu: la Campania sfrutta la scienza per contrastare il problema.
La Regione Campania attiva il monitoraggio del granchio blu
Napoli, 10 febbraio 2026 – La Regione Campania ha lanciato un piano di monitoraggio mirato a contrastare la diffusione del granchio blu (Callinectes sapidus), una specie aliena invasive che sta causando seri problemi alla pesca in diverse aree d’Italia. L’assessora regionale alla Pesca e Biodiversità, Fiorella Zabatta, ha annunciato un approccio scientifico per affrontare questa emergenza, trasformando le segnalazioni dei pescatori in un solido piano di azione basato su dati concretamente verificabili.
Prevenzione e salvaguardia dell’ecosistema marino
Nonostante le numerose segnalazioni giunte negli ultimi anni, la Campania non ha ancora una mappatura esaustiva delle conseguenze di questo predatore sugli ecosistemi locali. L’obiettivo della Regione è chiaro: prevenire disastri ambientali ed economici come quelli già vissuti nell’Alto Adriatico, dove popolazioni di molluschi come vongole, cozze e ostriche sono state decimate. “Le esperienze negative di altre Regioni devono fungere da monito”, ha affermato Zabatta. “È fondamentale implementare un’azione programmatica: la prevenzione è l’unica soluzione per garantire la protezione dell’ecosistema e la sicurezza economica delle nostre comunità costiere.”
A tal proposito, il progetto di monitoraggio non è solo una mera formalità burocratica: è un’iniziativa di ricerca di alto livello finanziata attraverso il Programma Nazionale per la Pesca e l’Acquacoltura (PN FEAMPA 2021-2027). La parte operativa è stata assegnata a un team di specialisti altamente qualificati, comprendente il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Gli esperti esamineranno non solo la densità della popolazione di granchio blu, ma anche lo stato di salute delle specie autoctone e il rischio reale per la biodiversità marina. Questo intervento rappresenta la prima risposta concreta alle direttive emesse dal Commissario straordinario nazionale, Enrico Caterina, lo scorso anno.
Impatto sulla pesca e sull’acquacoltura
L’attenzione del piano di monitoraggio è focalizzata soprattutto sulla protezione dei molluschi lamellibranchi, risorsa cruciale per l’economia ittica regionale. Il granchio blu, grazie alla sua voracità e alla potenza delle sue chele, può totalmente devastare interi allevamenti di molluschi, compromettendo in modo irreversibile gli stock ittici. La Regione Campania ha inoltre espresso piena disponibilità a collaborare con le autorità nazionali per aggiornare la mappatura della specie e sviluppare strategie di contenimento efficaci, che possano servire da esempio anche per altre zone del Mediterraneo.
Alcuni studi recenti, come quelli pubblicati da istituzioni di ricerca, evidenziano il crescente impatto della specie aliena sulle comunità marine. Le ricerche segnalano che, dal momento della sua introduzione in Italia, il granchio blu ha causato un importante squilibrio negli ecosistemi, competendo con le specie autoctone e alterando le dinamiche alimentari.
Il futuro della biodiversità in Campania
Con questa iniziativa, la Regione Campania si propone di modificare l’approccio tradizionale verso la gestione delle specie invasive. Non si tratta più di inseguire danni una volta che si sono manifestati, ma di utilizzare la ricerca scientifica come uno scudo. Il successo del monitoraggio potrà definire se sia possibile una coesistenza pacifica con il granchio blu o se saranno necessari interventi d’eradicazione più aggressivi.
La partecipazione della comunità locale sarà fondamentale per il raggiungimento di questi obiettivi. Infatti, il coinvolgimento dei pescatori e degli attori locali non solo arricchisce il database di segnalazioni, ma promuove anche una maggiore consapevolezza sull’importanza della biodiversità marina. La salvaguardia dell’ecosistema e il futuro delle attività di pesca in Campania passano anche attraverso una sinergia tra ricerca scientifica, forniture istituzionali e pratiche sostenibili.
In sintesi, la Regione Campania dimostra di voler affrontare la sfida del granchio blu con una strategia proattiva, mirata non solo alla protezione della pesca e dell’acquacoltura, ma anche alla preservazione della biodiversità marina, fondamentale per la salute degli ecosistemi e il benessere delle comunità costiere.
Fonti ufficiali:
– Programma Nazionale per la Pesca e l’Acquacoltura (PN FEAMPA 2021-2027)
– Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli
– Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno
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