Gazzetta dello Sport: “Inter-Napoli, Conte contro Chivu: stili opposti al tavolo scudetto”
Cristian Chivu - fonte LaPresse - Napolipiu
Altro che brindisi post-partita davanti a un bicchiere di vino. Domenica sera, dopo Inter-Napoli, difficilmente Antonio Conte e Cristian Chivu si fermeranno a condividere riflessioni distese. I due tecnici hanno poco o nulla in comune, se non l’iniziale del cognome. Per il resto, carattere, comunicazione e gestione del gruppo li pongono agli antipodi. Come racconta Roberto Maida sulla Gazzetta dello Sport, tra Conte e Chivu c’è rispetto, ma non sintonia. E neppure affinità.
Da allenatori si sono incrociati due volte, entrambe nel 2025, e mai in contesti banali. Nel Parma-Napoli che poteva cambiare il destino dello scorso campionato, con lo scudetto in bilico, il confronto degenerò in una baruffa tra le panchine che costò l’espulsione a entrambi. Una tensione figlia dello 0-0 del Tardini, risultato che avrebbe potuto pesare enormemente per Conte se Bisseck, oggi punto fermo dell’Inter di Chivu, non avesse poi regalato un rigore decisivo alla Lazio. Un episodio che, ricorda Roberto Maida sulle pagine della Gazzetta dello Sport, ha segnato uno dei primi capitoli di una rivalità tutt’altro che banale.
La seconda scena si è consumata al Maradona. Conte ha discusso animatamente con Lautaro, suo ex attaccante ai tempi dell’Inter, mentre il dopo-partita ha acceso un botta e risposta ancora più duro. Le proteste del presidente Marotta per l’arbitraggio hanno trovato la replica tagliente del tecnico del Napoli, che ha tirato in ballo anche Chivu: «Io non chiamerei papà per difendermi». Un riferimento che ha spinto l’allenatore nerazzurro a smorzare i toni, spostando il discorso su un piano più istituzionale e dichiarando di voler cambiare la mentalità di un calcio sempre incline allo scontro. Una differenza di stile che, sottolinea Roberto Maida sulla Gazzetta dello Sport, è diventata cifra distintiva dei due tecnici.
Divergenze evidenti anche nella gestione delle squadre. Chivu cambia spesso interpreti, ma resta fedele al 3-5-2 ereditato dalla gestione precedente, costruendo solidità e continuità tattica. Lo ha dimostrato anche nella prima fuga in classifica, maturata con il +3 sul Milan. Conte, invece, è stato costretto dagli infortuni a rimescolare più volte le carte: dal 4-1-4-1 iniziale al 4-3-3, fino al 3-4-2-1 che ha esaltato Neres e ridisegnato il Napoli della Supercoppa, con Politano largo e Di Lorenzo adattato centrale difensivo.
Eppure, dietro a filosofie così distanti, emergono sorprendenti somiglianze. I numeri raccontano che Inter e Napoli hanno incassato lo stesso numero di gol nelle prime 18 giornate e mantengono baricentro e linea difensiva su valori molto simili. La differenza in classifica, quattro punti, è spiegata soprattutto dai dodici gol segnati in più dall’Inter. Dati che, come evidenzia Roberto Maida sulla Gazzetta dello Sport, dimostrano come si possano applicare principi tattici affini anche senza condividere visioni, metodi e temperamento. A San Siro, dunque, non sarà solo una sfida per lo scudetto, ma anche il confronto tra due idee opposte di calcio e di leadership.
