Rigore De Ligt, Nicchi è categorico: “Giusto non assegnarlo”
Rigore De Ligt, il presidente dell’Aia Marcello Nicchi è categorico: “Giusto non assegnarlo” queste le parole pronunciate a Punto Nuovo Sport Show.
Il presidente degli arbitri assicura che in termini di regolamento il presunto fallo di mano, avvenuto al minuto 91′ della sfida tra Juventus e Bologna, non era punibile con la concessione di un calcio di rigore.
Fallo De Ligt, cosa dice il regolamento
Il presidente dell’Aia Marcello Nicchi è intervenuto sul fallo da rigore di De Ligt che sta provocando parecchie polemiche. Sulle frequenze di Radio Punto Nuovo ha detto: “ Fallo di De Ligt ? Non è rigore, ma non lo dico io, il regolamento. A differenza di prima, in quel caso, il regolamento dice che quando si tratta di una giocata – cioè quando un giocatore ha intenzione di calciare la palla – e va a finire sul braccio di un giocatore non è mai calcio di rigore. Il giocatore che si tira addosso il pallone, sicuramente non è calcio di rigore. La differenza la fa la giocata, non ci sono altre disposizioni. ” Secondo Nicchi nonostante gli sforzi ci sono ancora persone che hanno compreso le regole: “ Mi preoccupa che ancora ci siano persone che non abbiano capito come funzionano le regole oggi. Sono cinque mesi che le spieghiamo, noi, Rizzoli, gli organi tecnici “. Entrando ancora di più nei dettagli Nicchi sul caso del Rigore De Ligt aggiunge: “ Il fallo di mano – argomento principe di questa stagione – è stata fatta una regola a posta per chiarirlo. Il fallo di mano, a differenza di un tempo, quando il braccio è scomposto non c’è più storia: è sempre calcio di rigore. E’ stata abolita la volontarietà, involontarietà, per semplificarlo. Se non si riesce a metabolizzarlo il problema è di chi parla o gioca senza conoscere regolamenti. Noi abbiamo l’onere e l’obbligo di farlo rispettare, le regole sono queste “.
Nicchi è intervenuto non solo sul caso da rigore di De Ligt ma anche sull’applicazione del Var: “ Penso sia giunto il momento di tornare a parlare di calcio, questo discorso del VAR diventa anche antipatico. Il VAR viene applicato così come previsto. L’arbitro lo utlizza come correttivo ad eventuali chiari errori. Quando leggo di arbitri che non vanno al VAR, semplicemente l’arbitro che non va al monitor, ha già ricevuto notifiche dalla sala. Al VAR si va quando c’è una questione dubbia su calcio di rigore o meglio, un parere discordante tra arbitro e sala macchine. Oppure su De Ligt, ad esempio, l’arbitro Irrati ha interpellato il VAR per avere un elemento mancate per la sua decisione. Lui il fallo di mano l’ha visto, ma voleva capire se il pallone fosse stato toccato, ma non aveva bisogno di andare al VAR. La decisione, in ogni caso, spetta all’arbitro centrale. Il VAR non può intervenire sull’intensità della spinta, perché quando l’arbitro è convinto della giusta decisione, non c’è bisogno “.
I vertici dell’Aia scendono in campo, ma non sempre
Insomma dopo il caso De Ligt sono scesi in campo i vertici dell’Aia, un po’ come accadde per il rigore concesso a Dries Mertens durante la prima giornata di campionato quando lo stesso Marcello si affrettò immediatamente a strigliare l’arbitro Massa, per aver concesso il rigore al belga. Puntualizzazioni che invece sono mancate per il rigore evidente in Napoli-Cagliari non fischiato per trattenuta di Klavan su Llorente , oppure per la trattenuta altrettanto evidente di Izzo su Ghoulam in Torino-Napoli . Eppure anche in quella circostanza appariva netto l’errore dell’arbitro, ma questi due episodi sono passati in sordina ed i vertici dell’Aia hanno deciso di non commentarli in maniera puntuale e precisa.
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