Mertens a Posillipo conosce tutti. Tre nonnine se lo coccolano. Quella bottiglia di champagne che…

Mertens a Possillipo conosce tutti. Tre nonnine se lo coccolano. Quella bottiglia di champagne che...

Mertens a Posillipo conosce tutti, fuori e dentro. Dal fruttivendolo al barista. Ci sono tre anziane signore che se lo coccolano. Quella bottiglia di champagne fuori la porta di casa…

Mertes, Posillipo e la vita napoletana

Dries Mertens, camminava pensieroso sul lungomare di Posillipo, ha incontrato un anziano zoppo con un bastone. Il vecchio aveva un naso enorme e un corpo fragile e nodoso come un ramo secco.

Ha avvicinato Mertens chiamandolo per il suo nome napoletano (Ciro), gli ha fatto segno di tacere e gli ha poggiato le mani sulla fronte.

Dalle mani del vecchio Martens, come viene spesso chiamato, ha sentito provenire un enorme calore passare dalla testa e scendergli fino alle budella.

Quel vecchio era Efeso, il Dio del fuoco, e ora Mertens è diventato un demone di lava ingestibile per le difese della Serie A e soprattutto è diventato figlio di Napoli, come lui stesso si definisce.

Mertens a Posillipo, conosce tutti, fuori e dentro. Dal fruttivendolo che fuori la propria bottega al posto dell’insegna espone la t-shirt con versi dedicati a Posillipo, al bar per concedersi qualche volta un caffè, dal piccolo negozietto di utensileria al market dove la moglie Kat è cliente abituale.

Il quotidiano Il Mattino racconta di  tre signore oltre la settantina, le nonnine di Mertens che lo coccolano come si fa con i nipoti prediletti.

Con una, Ciro commenta partite e risultati dalle rispettive finestre con vista mozzafiato sul Golfo. Un’altra è stata immortalata nell’intervista di due giorni fa: carezze se fa gol e vince, puffetti sulle guance, come ha rivelato lo stesso attaccante belga in una recente intervista, per riprenderlo in caso di sconfitta.

E poi c’è la donna di cultura che domenica sera, dopo il gol realizzato al Brescia, gli ha fatto trovare fuori la porta di casa una bottiglia di champagne.

Come tutti quelli che agiscono sotto l’azione di un incantesimo, Mertens non riconosce il se stesso belga ma il Ciro Napoletano: “La gente ha visto che in campo cerco di dare sempre il massimo e fuori dal campo provo a vivere come loro. A Napoli è fantastico vivere, mi piace tanto stare qui. Parlo anche un po’ di lingua, è tutto perfetto.

Mertens cuore d’oro

La solidarietà è una costante della sua vita, le storie sono tante e meritano di essere raccontate. Pizze per i barboni ma anche vestiti per i bambini poveri. Visite negli ospedali dove ai suoi piccoli tifosi porta magliette da gioco e gadget.

Il caso di Aurora, la bimba ammalata di cancro alla quale fa visita spesso. «L’ho voluto sposare e adesso siamo marito e moglie», ha raccontato Aurora felice, pur sapendo che si tratta solo un gioco.

Dries a tutto tondo sul fronte della solidarietà: insieme con la moglie Katrin adotta cani abbandonati. Hanno sposato la causa di un rifugio per cani di Ponticelli, che senza aiuto il loro aiuto rischiava la chiusura

Le magie di Mertens

In due partite di campionato, per 165 minuti complessivi, ha tirato 16 volte segnando 7 gol: una rete ogni 23 minuti e mezzo. Sono vari i record frantumati da Martens, a riprova della sua natura magica:

Primo giocatore dal 2014 a segnare 4 gol nella stessa partita. L’ultimo era stato Berardi contro il Milan.

Primo giocatore a realizzare almeno una tripletta in due partite consecutive di Serie A dal 1994-95.

Primo giocatore dal 1955 a realizzare 7 gol in 2 partite. L’ultimo era stato Gunnar Nordahl.

Quarta tripletta più veloce della storia della Serie A. A precederlo sono: Valentino Mazzola in 2 minuti contro il Vicenza nel 1947; Pietro Anastasi contro la Lazio nel 1975; Marco van Basten contro l’Atalanta nel 1992.

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