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La pastiera. La leggenda delle mogli dei pescatori e la cesta lanciata a mare

La pastiera, la tradizione è qui A Napoli non è Pasqua senza il tipico dolce di pasta frolla ormai imitato dalla grande industria.

La leggenda delle mogli dei pescatori e la cesta lanciata a mare. Le modalità di preparazione.

di: Walter Medolla CdM

La pastiera

Da sempre la pastiera è sinonimo di Pasqua. Diffidate da chi la prepara a Natale, traendovi in inganno, il più napoletano dei dolci, con il suo profumo intenso e inconfondibile, è come un lieto annuncio. Inventata, secondo la tradizione, in un monastero del centro storico di Napoli, la pastiera è anche legata a un’antica leggenda secondo cui alcune donne, mogli di pescatori napoletani, lanciarono in mare una cesta con ricotta, grano, uova e fiori d’arancio, per chiedere al “mare”, di essere clemente nei confronti dei loro mariti e di lasciarli ritornare alle proprie case.

Il mattino seguente la cesta con gli ingredienti ritornò a riva con dentro una pastiera e a seguire anche i pescatori tornarono dalla loro battuta di pesca.

Modalità di preparazione

In questo caso ci corre in aiuto Angela Frenda, food editor del Corriere della Sera, che sulla pagina web ci indica come preparare una pastiera perfetta.

Per la pasta frolla: «400 grammi di farina, 200 grammi di burro, 200 grammi di zucchero, 4 tuorli d’uovo, buccia di un limone grattugiato. Per il grano: 200 grammi di grano bagnato, 350 millilitri di latte, la buccia di mezza arancia, 1 noce di burro, 1 cucchiaino di zucchero, 1 bustina di vaniglia. Per il ripieno: 240 grammi di ricotta, 170 g rammi di zucchero, 60 grammi di agrumi canditi misti, 3 uova, 1 fialetta di essenza di fiori di arancio, cannella in polvere e zucchero a velo quanto basta». Il procedimento inizia il giorno prima di fare la pastiera quando bisogna “cuocere nel latte il grano, la buccia d’arancia, il burro, lo zucchero e la vaniglia.

Fate andare per circa quattro ore a fiamma bassa fino a ottenere un composto denso e cremoso. Il giorno dopo preparate la pasta frolla. Disponete la farina a fontana, al centro mettete il burro ammorbidito, lo zucchero, i tuorli e la buccia di un limone e mescolate. Quando l’impasto sarà sodo, lavorate il meno possibile, dando una forma sferica. Fate riposare in un panno bagnato e strizzato.

DUE LEGGENDE SULLA PASTIERA NAPOLETANA

Per il ripieno, invece, passate la ricotta al setaccio, poi in una terrina ampia aggiungete lo zucchero e lavorate per alcuni minuti. Incorporate i tuorli, il grano, mezza fialetta di acqua di fiori d’arancio (da aumentare a vostro gusto), la cannella, i canditi e gli albumi montati a neve. Stendete due terzi della pasta frolla, foderate una tortiera di 24 centimetri di diametro e versatevi il composto.

Con il resto della pasta frolla fate delle strisce e disponetele a rombi sopra la torta. Cuocete in forno dolce per circa un’ora. Il ripieno dovrà asciugarsi e la pasta frolla diventare dorata. Sfornate e spolverizzate con abbondante zucchero a velo». Et voilà il gusto è servito.

Se proprio non avete intenzione di passare mezza giornata ai fornelli tra farina, fiori d’arancio e uova potete sempre recarvi in qualche buona pasticceria e acquistare il dolce della tradizione pasquale che, però rispecchi il più possibile, la ricetta tradizionale.

Il profumo della pastiera si diffonde tra i vicoli e le strade del centro storico, come se fosse un annuncio dell’arrivo della Pasqua.

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