Gazzetta dello Sport: ” Il vecchio e il nuovo”

Lobotka nel mirino di Barca e City: la risposta del Napoli

Il Napoli arriva a Copenaghen in piena emergenza, ma con un paradosso che può cambiare tutto. Come racconta Vincenzo D’Angelo, inviato a Copenaghen per la Gazzetta dello Sport, Antonio Conte ha un solo dubbio di formazione, ma è quello capace di incidere profondamente sull’assetto tattico degli azzurri.

La scelta è tra Beukema e Gutierrez, e da lì si capirà che tipo di Napoli scenderà in campo al Parken. Con Beukema inserito nel terzetto difensivo, verrebbero confermati gli esterni visti contro Inter e Sassuolo: Di Lorenzo a destra e Spinazzola a sinistra, la fotografia di quel “vecchio Napoli” nato con il passaggio alla difesa a tre deciso da Conte a novembre. Un sistema più equilibrato, che ha dato stabilità nei momenti più complicati della stagione, come sottolinea ancora Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport.

Se invece Conte dovesse optare per Gutierrez, Di Lorenzo slitterebbe centrale a destra e lo spagnolo agirebbe largo a sinistra, garantendo qualità e cross tagliati difficili da leggere per le difese. In questo caso, però, Spinazzola verrebbe spostato a destra, rinunciando a una delle sue armi migliori: la spinta naturale sul versante mancino, tornata ai livelli di Euro 2020. Un sacrificio che Conte valuta con attenzione, anche perché Beukema dalla panchina rappresenterebbe l’unico centrale pronto a subentrare in caso di emergenza, evidenzia Vincenzo D’Angelo della Gazzetta dello Sport.

Il tema centrale resta la corsia di destra, storicamente il lato forte del Napoli. Un tempo c’erano Di Lorenzo, Politano e Anguissa a costruire superiorità e pericolosità. Oggi il capitano è rimasto l’unico superstite di quel sistema e toccherà a lui guidare anche Antonio Vergara, confermato titolare per la seconda volta consecutiva. Non più una scommessa, ma una scelta di fiducia totale da parte di Conte, che non regala nulla a nessuno, come ribadisce la Gazzetta dello Sport.

Vergara ha mostrato qualità e personalità: il suo rientro sul mancino ha messo in difficoltà il Sassuolo e, prima ancora, aveva illuminato il Napoli in Coppa Italia con l’assist pennellato per Lucca. È lì che Conte vuole colpire il 4-4-2 di Neestrup, sorprendendo tra le linee con imbucate centrali o rapidi ribaltamenti di gioco, sfruttando la spinta dei quinti. E anche in questo caso il dubbio iniziale torna centrale: Spinazzola a sinistra resta una garanzia difficilmente sacrificabile.

In ogni scenario, il Napoli dovrà fare la partita. Gestire il pallone, il ritmo e cercare il corridoio giusto con verticalizzazioni rapide, nel pieno stile di Conte. Le chiavi saranno affidate a Stanislav Lobotka, mente e motore della squadra. Quando c’è lui, ricorda Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, è un altro Napoli: nel palleggio, nella gestione e soprattutto nella riaggressione immediata per recuperare palla e andare dritti verso Hojlund.

E dalla panchina qualcosa in più potrebbe arrivare. Lukaku spera in qualche minuto, mentre Noa Lang vuole lasciare un ultimo segno prima dell’addio ormai scritto verso il Galatasaray. Trasformarsi in eroe, anche solo per una notte, resta una tentazione forte. Potrebbe essere l’ultima occasione in azzurro. E a Copenaghen, il Napoli non può permettersi rimpianti.