Israele ammise di rubare organi ai palestinesi: corpi mutilati ancora scoperti oggi.
Il prelievo di organi da corpi di palestinesi, avvenuto senza il consenso delle famiglie, non è una leggenda metropolitana. È un’accusa documentata e storicamente ammessa dalle autorità israeliane. Negli ultimi anni, questa pratica è tornata al centro del dibattito, specialmente a seguito delle scoperte nelle fosse comuni di Gaza nel 2024.
Le ammissioni del 2009
Le radici di questo controverso tema risalgono al 2009, quando il dottor Yehuda Hiss, ex direttore dell’Istituto di Medicina Legale di Abu Kabir, ammise in un’intervista che, negli anni ’90, Israele aveva prelevato sistematicamente cornee, valvole cardiache, ossa e pelle dai cadaveri palestinesi senza richiedere il consenso delle famiglie. “Abbiamo iniziato a prelevare cornee… quello che veniva fatto era altamente informale. Nessun permesso veniva chiesto alla famiglia”, ha dichiarato Hiss.
Questa intervista, rilasciata nel 2000 alla professoressa Nancy Scheper-Hughes dell’Università di Berkeley, è emersa nel 2009 in seguito all’attenzione internazionale suscitata da un articolo del quotidiano svedese Aftonbladet. L’esercito israeliano, in risposta a queste rivelazioni, confermò la veridicità delle dichiarazioni, aggiungendo che “questa attività è terminata un decennio fa e non avviene più”.
Il dottor Chen Kugel, ex allievo di Hiss, ha successivamente rivelato alla Scheper-Hughes che, sebbene formalmente i tessuti venissero prelevati da tutti i cadaveri, in pratica era più semplice ottenere organi dai palestinesi provenienti dai territori occupati.
La situazione nel 2014 e oltre
Nel 2014, la dottoressa Meira Weiss ha pubblicato il libro *Over Their Dead Bodies*, sostenendo che tra il 1996 e il 2002 gli organi erano stati prelevati illegalmente da cadaveri palestinesi per trapianti e ricerche in Israele. Le sue affermazioni sono state suffragate da un’inchiesta televisiva israeliana dello stesso anno, che includeva confessioni di funzionari israeliani riguardo al prelievo di pelle da corpi di palestinesi e lavoratori africani.
Nelle operazioni condotte nel 2024, le accuse sono riemerse con nuove testimonianze a seguito dell’offensiva su Gaza. Durante la scoperta di fosse comuni presso il complesso ospedaliero Nasser di Khan Younis nell’aprile 2024, il direttore generale dell’Ufficio Media del Governo ha rivelato: “Abbiamo trovato cadaveri senza testa, corpi senza pelle e alcuni con organi asportati”.
Mohammed Al-Mughayer, responsabile della Protezione Civile di Gaza, ha aggiunto che alcuni corpi presentavano “addomi aperti e ricuciti in modo incompatibile con i normali metodi di sutura delle ferite a Gaza, generando sospetti sulla scomparsa di organi”. I corpi recuperati indossavano tuniche bianche usate dall’esercito israeliano, con segni di ferite da arma da fuoco alla testa.
Documentazione e restituzione dei corpi
Secondo l’Euro-Med Human Rights Monitor, le forze israeliane avrebbero sequestrato decine di corpi negli ospedali di Al-Shifa e indonesiano, nel nord di Gaza. Professionisti medici hanno riscontrato l’assenza di organi vitali, definendola un’evidenza di possibili furti d’organi. L’organizzazione ha richiesto un’indagine internazionale su queste pratiche.
Nell’ottobre del 2025, Israele ha restituito i resti di decine di palestinesi nell’ambito di un accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. Le equipe mediche dell’ospedale Nasser hanno descritto le condizioni dei corpi come allarmanti, evidenziando segni di abusi fisici. Analisi successive hanno rivelato segni estesi di tortura e mutilazione.
Le autorità israeliane continuano a definire queste accuse come “antisemite” e prive di fondamento. Tuttavia, l’ammissione ufficiale del 2009, gli studi accademici, le testimonianze dei medici legali di Gaza e i rapporti di organizzazioni come Euro-Med Monitor offrono un panorama che non può essere ignorato come mera propaganda.
Risulta essenziale che la comunità internazionale richieda un’indagine forense indipendente, trasparente e non ostacolata sui corpi restituiti e sulle fosse comuni scoperte negli ospedali di Gaza.
Fonti: Haaretz, Associated Press, Euro-Med Human Rights Monitor.
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