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Repubblica contro De Laurentiis: “Confonde ostriche e virus. Possibile contagio per i padroni del calcio”

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Aurelio De Laurentiis positivo al covid è la notizia che impazza sui giornali. Ecco l’editoriale di Repubblica firmato da Francesco Merlo.

A lui va la tenera riprovazione che Benedetto Croce riservava ai “lazzari” — così li chiamava — della città di Napoli, che ai suoi tempi erano i popolani lebbrosi e miseri, vale a dire i poveracci, e oggi sono i poveretti ricchi e potenti: padroni, sindaci, governatori e presidenti. È insomma impossibile non fare gli auguri sinceri e risentiti a Re Aurelio, esemplare della Napoli della pernacchia “di petto” […] ha detto di aver confuso il covid con la spanzata di ostriche, il virus della pandemia con il mollusco che è un must dell’arricchito italiano, è la voglia di rifarsi per mezzo del cibo eccessivo e prelibato.

De Laurentiis era arrivato in mattinata già con la febbre, e senza mascherina aveva affrontato e forse contagiato i suoi colleghi presidenti, i padroni del calcio italiano, e aveva pure barcollato — c’è il video, penoso e pietoso — davanti ai giornalisti. Si sono scoperti malati la moglie Jacqueline e sono a rischio pure i tre figli. Sicuramente si sono ammalati anche alcuni dirigenti del Napoli (quanti?) e sono in isolamento tutti gli uomini — una folla — che il presidente ha incontrato nei giorni di ritiro della squadra a Castel del Sangro. Insomma De Laurentiis è il centro di un brutto focolaio. Ad ogni tampone, il presidente del Napoli si sottoponeva con una pena e un’ansia estenuante, tanto più che aveva pure superato un brutto mal di cuore il 31 marzo del 2019 quando dopo la partita Roma-Napoli fu ricoverato d’urgenza al Gemelli.

Si somigliano Briatore e De Laurentiis? Oppure si somigliano di più De Laurentiis e Vincenzo De Luca per il quale Re Aurelio ha fatto endorsement? Hanno tutti e tre lo scomposto talento che l’Italia chiama “stoffa del simpatico figlio di puttana”. Il suo «pensavo fossero le ostriche» va a scolpirsi nella piccola storia dei tic linguistici italiani come «a mia insaputa» oppure «la madre di tutte le battaglie», l’eloquio-deliquio che può riassumere ora una generazione, ora un’epoca, e nel nostro caso un’antropologia da combriccola di cui potremmo persino disegnare a matita i ritratti fisici”.

Va ricordato che il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha fatto sapere di essersi presentato alla riunione di Lega a Milano senza manifestare particolari sintomi legati al coronavirus.

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