Cesari: «Regole sulle mani all’anti-calcio. Così si mette a rischio la carriera dei giocatori»

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NAPOLI – Un giudizio netto, senza mezzi termini, sul calcio moderno e sull’interpretazione delle regole. Graziano Cesari, ex arbitro internazionale, è intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli per analizzare i temi arbitrali più caldi alla vigilia di Genoa-Napoli, soffermandosi in particolare sulle mani in area di rigore, sulla presunta sudditanza psicologica e sul caso dell’infortunio di Di Lorenzo.

Secondo Cesari, il regolamento attuale sulle mani è ormai distante dallo spirito del gioco. «Siamo all’anti-calcio – ha spiegato a Radio Tutto Napoli – questo regolamento va modificato. Non si può giocare a calcio senza usare le mani. Serve una differenziazione chiara, altrimenti continueremo a vedere rigori, rigorini e polemiche ogni settimana». Per l’ex direttore di gara, senza uniformità di giudizio il problema è destinato a rimanere.

Sul tema della sudditanza psicologica, Cesari ha espresso una posizione altrettanto chiara. «Io non l’ho mai vissuta e non credo esista – ha dichiarato su Radio Tutto Napoli – oggi gli arbitri sono professionisti a tutti gli effetti: si allenano, studiano, si aggiornano e seguono corsi di formazione. L’arbitraggio è la loro prima attività. La sudditanza psicologica è un concetto superato».

Cesari ha commentato anche le sensazioni espresse da Juan Jesus dopo alcune partite importanti, escludendo qualsiasi accanimento contro una squadra. «Sono percezioni personali di chi vive il campo – ha spiegato l’ex arbitro – ma pensare a malafede o a un sistema significherebbe andare oltre. Io lo escludo totalmente». Un’opinione personale, ma netta, ribadita ancora ai microfoni di Radio Tutto Napoli.

Un passaggio sentito è stato dedicato al derby di Genova, che Cesari non ha mai potuto arbitrare per questioni territoriali. «Per me è la partita più bella del mondo – ha raccontato – Genoa e Sampdoria vivono mesi solo per vincere quella gara, è lo scudetto cittadino. Avrei pagato di tasca mia per arbitrarlo, ma è giusto che certe designazioni vengano evitate per evitare riflessi negativi». Un racconto personale che testimonia il valore emotivo di certe sfide, come ha ricordato ancora Radio Tutto Napoli.

Grande attenzione anche al caso Di Lorenzo, legato proprio all’interpretazione delle mani. Cesari è stato durissimo: «Guardando le immagini, Di Lorenzo fa di tutto per evitare il contatto, tiene le mani dietro la schiena. Ma in quale sport non si usano le braccia per difendere il pallone o mantenere equilibrio? Le mani fanno parte del corpo. Qui c’è un gesto innaturale, non dinamico, non è calcio». Secondo Cesari, per paura di concedere un rigore si rischia di aumentare il pericolo di infortuni seri. «Il calcio è uno sport di contatto – ha concluso su Radio Tutto Napoli – non si può mettere a rischio la carriera dei calciatori».

Infine, uno sguardo alla designazione arbitrale di Genoa-Napoli, affidata a Davide Massa con Di Bello al VAR. «Massa è un arbitro internazionale, di livello élite – ha spiegato Cesari – la gara ha un coefficiente di difficoltà altissimo. Il Napoli è favorito sulla carta, il Genoa potrà contare sul pubblico. Massa tende a far giocare, ammonisce poco e gestisce la partita con autorevolezza». Anche sul tema dei cartellini, l’ex arbitro ha ribadito l’importanza della credibilità e dell’uniformità di giudizio all’interno della stessa gara.

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