Gazzetta dello Sport: “Napoli senza scelta. I milioni Champions per rimanere al top”
È una questione di cuore, ma anche di conti. E nel Napoli che ha appena salutato la Champions League resta addosso un retrogusto amaro, difficile da ignorare. Eppure, proprio mentre la delusione rischiava di trasformarsi in malinconia, è arrivata la presa di posizione netta di Antonio Conte: «Bisogna riuscire ad arrivare in Champions League». Un concetto chiaro, ribadito nel momento più delicato, come racconta Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport.
Lo scudetto è lontano, troppo: nove punti dall’Inter sono un divario che pesa come un macigno. La Coppa Italia avrà il suo valore, ma non può bastare. Per evitare una stagione compromessa sotto ogni punto di vista, sportivo ed economico, il piazzamento tra le prime quattro diventa un dovere. Per l’orgoglio e per il bilancio. È il messaggio che emerge forte dall’analisi firmata da Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport.
Il Napoli, del resto, non si è mai risparmiato. Negli ultimi due anni ha affrontato mercati impegnativi, con una spesa complessiva che sfiora i 200 milioni di euro. Di questi, 71 milioni andranno versati dal primo luglio a Manchester United e Udinese. Una società solida, con riserve costruite nel tempo, non rischia di vacillare, ma la “vita da grande” ha costi elevati: il monte ingaggi complessivo viaggia attorno ai 150 milioni. E alla Champions League non si può rinunciare, sottolinea ancora la Gazzetta dello Sport nell’articolo di Giordano.
Il trentesimo posto su trentasei nella fase europea ha il sapore di un flop tecnico ed economico. In cassa sono entrati circa 19 milioni per la partecipazione, poco meno di cinque per due vittorie e due pareggi, ma resta il rimpianto per i premi degli spareggi, per gli 11 milioni degli ottavi e per i bonus legati al nuovo market pool. Rimpianti umanamente comprensibili, ma che ora devono lasciare spazio alla necessità di guardare avanti, come evidenzia Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport.
È vietato al Napoli abbandonarsi al disfattismo. Rievocare gli infortuni, gli errori tecnici e le quattro sconfitte che hanno estromesso i campioni d’Italia dall’Europa serve a poco. Domani è già un altro giorno e la classifica impone massima attenzione: Roma appaiata, Juventus a un punto, Como appena tre lunghezze dietro. Il campionato diventa il terreno su cui blindare il futuro immediato, ribadisce la Gazzetta dello Sport.
Esiste una sola strada per restare sulla “via Lattea” del calcio che conta. Il Napoli non vuole rinunciare allo status conquistato negli ultimi sedici anni grazie a sacrifici economici e competenze manageriali. L’unica assenza europea recente è costata carissimo, costringendo il club a nuovi investimenti: oltre 300 milioni negli ultimi due anni con Conte in panchina per vincere uno scudetto, una Supercoppa e tentare la scalata Champions, poi naufragata sulle montagne russe europee. Ferite da rimarginare, come scrive Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport.
Nel bilancio stagionale pesa però anche un’altra voce importante: la Supercoppa italiana vinta a Riad, che ha portato in dote circa 11 milioni di euro. Un incasso prezioso, ma insufficiente a sostituire la vera slot machine del calcio moderno: la Champions League, insieme ai diritti televisivi. Il pass per l’Europa che conta nella prossima stagione garantirebbe subito una ventina di milioni, con il resto da costruire sul campo. Perché, come chiosa la Gazzetta dello Sport, nel calcio di oggi dire che i soldi non contano è solo un esercizio retorico.
