Gazzetta dello Sport: “Vergara una sorpresa. Gavetta e anche fortuna per convincere Conte”
Chissà se un giorno salterà fuori un video in cui, da bambino, Antonio Vergara raccontava i suoi sogni con addosso la maglia del Napoli. Forse sì, forse no. Di certo nemmeno la fantasia più sfrenata avrebbe potuto immaginare una prima volta così: a 23 anni, in Champions League, al Maradona e con una giocata da antologia. Il primo gol con il Napoli è arrivato contro il Chelsea ed è già storia, come racconta Vincenzo D’Angelo sulle pagine della Gazzetta dello Sport, inviato a Napoli.
Vergara, nato a Frattaminore, ha sempre avuto un solo pensiero fisso: il Napoli. La sua squadra, la sua città, il senso di appartenenza che gli illumina lo sguardo ogni volta che scende in campo con lo scudetto sul petto, la N sul cuore e quel numero 26 che inizia già a pesare nella storia azzurra. La rete segnata al Chelsea entra di diritto nella leggenda: prima da titolare al Maradona in Champions e primo gol con la maglia del Napoli, sottolinea ancora Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport.
E che gol. Una giocata di qualità e personalità, “alla Diego”: Vergara ondeggia tra gli avversari, si avvita su se stesso e colpisce il pallone in caduta con un sinistro morbido, quasi una carezza al destino. A Napoli è nata una stella, anche se lui preferisce continuare a sognare. «Ero felicissimo nel momento del gol, però ora sono amareggiato, deluso, perché alla fine conta la squadra. Scambierei il mio gol con la qualificazione», ha raccontato nel post partita, parole riportate dalla Gazzetta dello Sport di Vincenzo D’Angelo.
Un gol che ha toccato il cuore di milioni di bambini napoletani, che ora vedono in Vergara un simbolo di speranza. Ma dietro quella giocata c’è un percorso lungo e senza scorciatoie. Antonio è lo scugnizzo che ce l’ha fatta con il lavoro: entrato nel vivaio del Napoli a undici anni, ha bruciato le tappe fino alla Primavera, seguendo un percorso simile a quello del suo idolo Lorenzo Insigne. Poi la gavetta vera, racconta ancora la Gazzetta dello Sport: Pro Vercelli in Serie C, 35 presenze, 3 gol e 4 assist.
Il salto in Serie B con la Reggiana e la sfortuna del crociato rotto dopo pochi mesi. Un colpo durissimo, seguito però da una stagione da protagonista: 32 partite, 5 gol e 6 assist. In estate il ritorno a Napoli, la voglia di giocarsi tutto in ritiro e la fiducia conquistata giorno dopo giorno. Un percorso di sacrifici che oggi sta dando i suoi frutti, come evidenzia Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport.
È stata l’emergenza a offrirgli la grande occasione, ma Vergara aveva convinto Conte già prima. Dopo il ritiro di Dimaro, l’allenatore ha deciso che sarebbe rimasto a Napoli per crescere sotto la sua guida. Furore, qualità, sacrificio e passione: Conte non regala nulla, ma in Vergara ha visto subito qualcosa di speciale. Un talento da coltivare con cura, giorno dopo giorno.
Certo, senza l’alto numero di infortunati forse l’occasione sarebbe arrivata più tardi. Ma quando è stato il momento, Vergara era pronto. Suola, ruleta, gol: un’esplosione di talento che Conte non potrà mai insegnare, ma solo accompagnare nella crescita. Una festa per un popolo intero e una firma pesante sulla risalita del Napoli in campionato, conclude la Gazzetta dello Sport nell’analisi firmata da Vincenzo D’Angelo.
