Crisi idrica in Campania: Fico denuncia debiti allarmanti, è una situazione vergognosa.
Roberto Fico ritira il bando per l’adduzione occidentale in Campania
In un evento cruciale tenutosi a Napoli, il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha annunciato il ritiro del bando per la gestione dell’acqua nella regione. Questa notizia giunge in un contesto di forte preoccupazione riguardo alla gestione delle risorse idriche, contrassegnata da debiti considerevoli e da inefficienze storiche. Durante l’incontro “Agenda Sud 2030” presso la Fondazione Merita, Fico ha messo in evidenza l’urgenza di un cambiamento radicale, sottolineando che la gestione delle risorse idriche deve essere interamente pubblica.
“Esistono debiti incredibili ed è una vergogna assoluta”, ha affermato Fico, collegando il problema a una crisi infrastrutturale che richiede un intervento deciso. Questo intervento non è solo un grido d’allerta morale, ma rappresenta un chiaro atto di indirizzo politico. Al centro della questione si trova la Grande Adduzione Occidentale, un’infrastruttura fondamentale per l’approvvigionamento idrico di milioni di cittadini campani.
Con il ritiro del bando per i soci privati, Fico intende riportare la gestione dell’acqua sotto il controllo della Regione, in linea con le aspettative della popolazione che si erano espresse in un referendum anni fa. “Dobbiamo raggiungere l’autonomia idrica attraverso una gestione totalmente pubblica. Non è possibile che su quel sistema ci sia un socio privato”, ha dichiarato il Governatore, evidenziando l’importanza di una gestione trasparente e responsabile.
Un cambio di rotta significativo per la gestione delle risorse idriche
Fico ha ben chiaro che la sfida non è solo ideologica, bensì gestionale. La Regione Campania si trova davanti a un compito oneroso: trasformare il modello di gestione corrente in una struttura industriale robusta ed efficace. “Sappiamo bene che per risanare i conti e modernizzare le reti servono grandi capacità amministrative e un vero piano industriale”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza di un approccio strategico e pianificato.
Il President della Regione ha anche accennato a una questione irrisolta: l’ombra dei debiti che grava su vari consorzi e società partecipate. Sebbene non abbia nominato specificamente le aree o gli enti responsabili, il riferimento sembra chiaro. Affrontare questi debiti è fondamentale per garantire una gestione rurale efficiente e per mantenere tariffe accessibili per i cittadini. Le inefficienze del passato non possono più ricadere sulle spalle dei cittadini.
In un Mezzogiorno che si appresta a gestire le risorse del PNRR come un’opportunità unica per la modernizzazione, la Campania può diventare un banco di prova per le politiche di gestione pubblica dell’acqua. La sfida sarà quella di superare le logiche clientelari che in passato hanno contribuito ai “debiti vergognosi” di cui parla Fico, costruendo un’infrastruttura economico-sociale che sappia resistere nel tempo.
Prospettive future e responsabilità della Regione
Ora la Regione Campania ha il compito di presentare al più presto un nuovo modello societario per la Grande Adduzione Occidentale. L’obiettivo è duplice: garantire trasparenza contabile e avviare un processo di risanamento per le aree in difficoltà. La gestione pubblica deve dimostrarsi all’altezza della situazione, evitando di cadere in un immobilismo amministrativo che ha caratterizzato il passato.
La battaglia per l’oro blu in Campania è solo all’inizio. Con l’impegno di Fico e del suo governo, si attende una vera e propria rivoluzione nella gestione idrica, che dovrà garantire la responsabilità totale da parte della politica. Eliminare i debiti e garantire l’efficienza del servizio diventa la priorità assoluta. Se da un lato si chiudono le porte ai privati, dall’altro si apre un nuovo scenario di responsabilità pubblica.
Fonti ufficiali: Regione Campania, Fondazione Merita, Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo.
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