Lo sai perche’ si dice “Mannaggia ‘a culonna”
Perche’ si dice: “Mannaggia ‘a culonna o mannagg’o sang ‘da culonn”. A questa famosa colonna è legato un aneddoto storico cominciato nel 1500.
P erche’ si dice : “ Mannaggia ‘a culonna o mannagg’o sang ‘da culonn “ . A questa famosa colonna è legato un aneddoto storico cominciato nel 1500.
“mannaggia ‘a culonna” o “mannagg’o sang da culonna”
Con il termine mannaggia si inizia un’imprecazione contro qualcuno o qualcosa ma a Napoli si usa anche per imprecare contro una colonna ( mannaggia ‘a culonna ).
A questa famosa colonna è legato un aneddoto storico cominciato nel 1500 . Nell’attuale Piazza Ottocalli era collocata da sempre una vecchia colonna di marmo di origini sconosciute, forse di epoca romana.
La venerazione della colonna
Il popolino era da sempre affezionato a quest’opera sconosciuta tanto da darle, a metà tra il sacro e il profano il significato di portafortuna . I parroci succedutesi nella vicina chiesa dedicata ai Santi Giovanni e Paolo , forse o senza forse approfittando della credenza contribuirono non poco ad far accrescere nei napoletani la venerazione della colonna, poiché alla stessa si attribuiva un particolare potere, quello di influenzare il tempo a seconda delle esigenze e delle preferenze del popolo.
Se i contadini volevano la pioggia per irrigare i loro campi secchi e aridi, il parroco recitava l’orazione alla destra della colonna. Se, invece, stanchi dell’inverno e del maltempo, il popolo voleva finalmente godersi il sole , il parroco recitava l’orazione alla sinistra della colonna.
L’Arcivescovo Annibale di Capua
Questa tradizione andò avanti per parecchi anni, fino a quando l’Arcivescovo Annibale di Capua , nel 1590, preoccupato per le troppe credenze popolari e per l’aspetto troppo profano delle stesse, ordinò con un provvedimento ecclesiastico, l’abbattimento della colonna e la fine di ogni altra leggenda legata ad essa.
Questa decisione gettò per alcuni anni nello sconforto il popolo , abituato oramai ad affidarsi alla colonna propiziatoria per ogni evenienza, non solo climatica. Uno sconforto che lo portò a coniare un’espressione, anche in questo caso a metà strada tra la citazione folcloristica e la bestemmia.
Ogni qual volta, infatti, un determinato evento non andava come il popolo sperava, che fosse il sole, la pioggia o altra previsione, e attribuendo alla mancanza della colonna la cattiva riuscita dell’auspicio , il popolo esclamava: “ Mannaggia ‘a culonna !”.
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