Caso Bremer-Hojlund, Sabatini: «Mariani non ha visto, doveva intervenire il Var»

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Intervenuto ai microfoni di Radio Marte, il giornalista Mediaset Sandro Sabatini ha analizzato l’episodio contestato di Juventus-Napoli, soffermandosi in particolare sul contatto tra Bremer e Hojlund e sul ruolo dell’arbitro Mariani e del Var.

«L’arbitro ha una telecamera, la Ref Cam, e viene pubblicato anche un video con gli highlights sul canale della Lega», ha spiegato Sabatini. «Non c’è l’immagine dell’abbraccio di Bremer su Hojlund perché Mariani non lo stava vedendo: guardava il pallone e sposta lo sguardo quando Hojlund è già a terra».

Secondo Sabatini, il punto centrale è proprio questo: «Il Var aveva l’obbligo di richiamare l’arbitro, perché Mariani non ha visto l’episodio. Il fallo di Bremer è evidente. In casi così il Var deve supportare. Per questo dico che Conte ha ragione».

Il giornalista ha poi respinto con decisione qualsiasi ipotesi di malafede: «Mariani non va bocciato, non l’ha visto. Non può chiedere aiuto da casa come succede in tv: è il Var che deve intervenire. Non c’è malafede e sto alla larga da questi ragionamenti. Lavoro in questo mondo da quarant’anni e pensare a certe cose sarebbe irrispettoso anche verso me stesso. Quando gli arbitri sono stati beccati, sono stati squalificati e sanzionati».

Sabatini si è espresso anche sul tema delle eventuali punizioni: «Punizione per Doveri? Non lo possiamo ammazzare», ha detto scherzando. «Non c’è molto da fare». E ha aggiunto un passaggio su Conte: «Conte ha capito che protestare dopo Juventus-Napoli non sarebbe servito a nulla. La gente gli avrebbe detto: “Ma che protesti, hai perso 3-0?”. È stato scaltro a non fare polemiche».

Infine una riflessione sull’onestà evocata dallo stesso allenatore del Napoli: «Quando Conte parla di onestà scivola un po’, perché anche l’onestà non va toccata. Conte è in questo mondo da quarant’anni e la gente può ricordargli anche quello che succedeva quando era un calciatore della Juventus».

Un’analisi netta, che sposta il focus dall’arbitro al Var e invita a separare gli errori tecnici da qualsiasi lettura complottistica.

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