Muro Conte allo Stadium: «Napoli di ferro, nella tempesta non molliamo»
Il risultato pesa, lo Stadium canta, ma Antonio Conte esce da Torino stringendo forte i suoi giocatori. È un Conte emotivo e combattivo quello che si presenta dopo il 3-0 contro la Juventus, raccontato da Chiara Zucchelli, inviata a Torino per il Corriere dello Sport. «Io i miei me li tengo cari cari e li ringrazio. Ma sappiano, e lo sanno, che la tempesta non è finita», dice il tecnico azzurro, mentre lo stadio lo provoca con il coro “salta con noi”.
La batosta si sente, come aveva ammesso poco prima anche Di Lorenzo, ma Conte rivendica la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile in una situazione di emergenza estrema. Come sottolinea Chiara Zucchelli sul Corriere dello Sport, l’allenatore parla più volte di una barca in tempesta: «Questi giocatori stanno facendo uno sforzo fisico incredibile. Giochiamo ogni tre giorni, alcuni hanno anche la Nazionale. Ho messo in campo Giovane senza averlo mai allenato, una cosa che non mi era mai successa in carriera».
Conte racconta le difficoltà senza nascondersi: Lukaku è entrato solo per riassaporare il clima partita, ma non è ancora pronto. Neres andrà operato, Anguissa ha avuto un rallentamento. «La situazione è questa e per un po’ non cambierà», ribadisce il tecnico, come riporta ancora il Corriere dello Sport con Chiara Zucchelli.
Blocco unico.
Da qui nasce il muro difensivo di Conte attorno alla squadra. «Complimenti alla Juventus, ma anche ai miei: ho poco da imputare a questi ragazzi, hanno dato tutto». Secondo Chiara Zucchelli del Corriere dello Sport, Conte riconosce che ci sono momenti in cui si riesce ad andare oltre l’ostacolo e altri no. «Non c’è da piangere. Stiamo navigando in mare aperto con onde altissime, ma nessuno vuole scendere dalla nave. Vogliamo combattere con tutte le forze perché onoriamo scudetto e Supercoppa».
Sull’arbitraggio, Conte sceglie volutamente toni bassi. «I possibili rigori su Hojlund e Vergara? Non ho visto. Sono situazioni di campo. Parlare troppo provoca reazioni negative», spiega, chiedendo solo onestà e accettando l’errore umano. Un capitolo che il tecnico considera chiuso, come evidenzia Chiara Zucchelli sul Corriere dello Sport.
Sorriso amaro.
Il campionato, però, resta apertissimo nella testa di Conte, nonostante i nove punti di distanza dall’Inter. «Assurdo parlarne ora. Mancano 16 partite e ci sono tanti obiettivi: Champions, Europa League, Conference. Possiamo anche restare fuori dall’Europa, ma siamo qui a fare il massimo». Conte difende ancora una volta il gruppo: «I ragazzi sono seri, stanno dando tutto e stanno sopportando tantissimo. È una stagione incredibile, forse stiamo pagando qualcosa del passato. È meglio sorridere un po’».
Il sorriso arriva, sì. Ma, come conclude Chiara Zucchelli del Corriere dello Sport, è un sorriso amaro, di chi sa che la tempesta non è finita, ma non ha alcuna intenzione di mollare.
