Maradona junior “Quell’urlo di papà al gol di Koulibaly”

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Il sangue non mente. Diego Maradona jr porta addosso l’eredità più pesante e più affascinante del calcio italiano: quella di suo padre. Lo racconta la Repubblica, che ha raccolto il suo pensiero alla vigilia di Juventus-Napoli, una sfida che continua a rappresentare molto più di una semplice partita.

Come sottolineato da la Repubblica, Maradona jr lega la rivalità anche a un discorso storico e culturale: il Sud che riesce a superare il Nord, come Diego aveva insegnato anni fa. I due scudetti conquistati dal Napoli nelle ultime tre stagioni sono diventati una dolce conferma, anche se l’attualità parla di emergenza e di una trasferta durissima a Torino, nonostante i quattro punti di vantaggio sugli avversari.

Il peso della storia torna centrale. Secondo la Repubblica, Juve-Napoli è una partita speciale da sempre, ma dall’epoca di Diego Armando Maradona la rivalità si è ulteriormente accesa. Per anni la Juventus ha avuto qualcosa in più, fatta eccezione per l’era del Pibe de Oro e per il dominio azzurro più recente. Un dettaglio simbolico: la figlia India non ha mai visto i bianconeri vincere al Maradona.

Tra i ricordi più intimi, raccontati a la Repubblica, spicca il 22 aprile 2018. Maradona jr guardò Juventus-Napoli in tv insieme al padre, in un albergo di Roma, con il figlio Diego Mathias nella culla. Il gol di Koulibaly fece esplodere la stanza: tre generazioni di Maradona unite in un boato, con la culla che tremava dalla gioia.

Non è mai solo calcio, e lo dimostra anche l’incrocio in panchina. Luciano Spalletti alla Juventus e Antonio Conte al Napoli rendono la sfida ancora più carica di significati. Maradona jr, che oggi allena e ha maturato esperienze anche all’estero, non nasconde il legame umano e professionale con Spalletti, definito una persona vera, schietta, impossibile da non apprezzare. Vederlo sulla panchina bianconera, da tifoso del Napoli, fa effetto, ma il calcio moderno impone di accettare questi cambiamenti.

Sul piano tecnico, il confronto resta affascinante: Spalletti e Conte, due visioni diverse, due personalità forti. Maradona jr si sente più vicino alle idee tattiche del primo, ma ammira profondamente l’esigenza ossessiva del secondo, capace di non accontentarsi mai.

Quanto ai protagonisti in campo, le scelte sono nette: McTominay è il riferimento assoluto del Napoli, «un marziano», mentre nella Juventus il nome è quello di Conceição. E nel cassetto dei ricordi restano due immagini indelebili: il gol di Raspadori nel 2023 che avvicinò lo scudetto, e soprattutto la punizione a due in area di Diego contro la Juventus nel 1985, considerata la rete più bella della storia azzurra.

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