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Abbiati: “Gattuso è un fratello ma spero che vinca il Milan”

Christian Abbiati parla di Milan-Napoli. L’ex portiere amico di Gattuso e Bonera tiferà per i rossoneri che non vincono al San Paolo da 10 anni.

Il San Paolo può inquadrare bene le ambizioni del Milan di Pioli e quelle del Napoli di Gattuso. Destini che si incontrano e si scontrano. Sull’erba di Fuorigrotta alla fine degli anni 80 andavano in scena le bellissime battaglie tra Maradona e Gullit. Oggi ci saranno Insigne e Ibra a dare spettacolo.

Dopo questa gara la classifica avrà un altro valore perché i rossoneri affrontano la squadra che potrebbe essere al comando (la vicenda legata alla sfida con la Juve ha per ora tolto a Gattuso un punto sicuro più altri tre possibili) e che finora ha mostrato il migliore equilibrio tra una fase offensiva arrembante e una difensiva organizzata.

Il Milan non vince al San Paolo da dieci anni. L’ultima volta che i rossoneri si imposero sugli azzurri, in porta c’era Christian Abbiati. L’ex portiere del Milan, ha parlato della sfida ai microfoni della gazzetta dello Sport.

Abbiati su Napoli-Milan

Milan e Napoli possono tenere viva la corsa scudetto sino a fine stagione?

«Sì, direi che possono lottare per il primato fino all’ultimo. Sarà un bel campionato, combattuto, con quattro-cinque pretendenti, e loro sono fra queste».

Se dovesse vincere il Milan?

«Lasciamo perdere per ora la parola scudetto, è troppo presto. Diciamo che se succedesse, prenderebbe un bel margine innanzitutto sul Napoli».

In panchina ci sarà Bonera, con cui lei ha condiviso 7 stagioni in rossonero.

«Per Daniele è una bella opportunità e sono sicuro che sarà una bellissima esperienza. Gli sta succedendo qualcosa che ti fa crescere per forza. Ha il carattere giusto per affrontare questa avventura, ha giocato tanti anni con il Milan a San Siro e sa bene che cosa significa la pressione. Poi, è ovvio, avrà tutti gli occhi addosso e magari venerdì e sabato non dormirà. Scherzi a parte, ha un buon rapporto con Pioli e se la caverà benone».

Sull’altra panchina invece ci sarà Gattuso: il nome le dice qualcosa?

«Rino da allenatore non è più una sorpresa. Io l’ho anche vissuto in prima persona quando ero club manager, ho osservato come lavora e cosa chiede ai giocatori, e dico che allenatori come lui ne ho visti pochi. Per me oltretutto è un fratello».

Chiudiamo con Ibra: differenze fra quello attuale e di dieci anni fa?

«In campo direi uguale, e questo dice tutto. Ma mi piacerebbe essere nello spogliatoio per capire meglio in che modo sta aiutando i compagni, perché è qualcosa che da fuori si nota tantissimo. Un altro rinnovo? Vedendo come sta, voto sì»

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