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Napoli, nasce la pizza Gattuso. Lo Chef Iervolino: “Porterò la mia città a Hong Kong”

pizza Gattuso
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Napoli, nasce la pizza Gattuso con la ‘nduja di Spilinga e la spianata calabrese.  L’idea dello Chef Francesco Iervolino.

Francesco Iervolino, uno dei pizzaioli più amati d’Italia, volto noto del programma rai “Detto Fatto” e inventore della pizza Gattuso. Chef Iervolino ha rilasciato uan lunga intervista al giornalista Luca Cirillo, voce del programma “i tirapietre” su radio Amore e penna sublime ed irriverente di areanapoli.it

Presso il tuo locale, “450° di Gianfranco Iervolino”, a Pomigliano d’Arco, hai ideato la pizza ispirata a Gennaro Gattuso, tecnico del Napoli. Perché?

“E’ un mio mito calcistico da tanti anni. Mi è sempre piaciuto il suo carattere forte. Quando giocavo a calcio ero uno tosto come lui e davo il massimo. E poi Ringhio è uno dei simboli della vittoria dell’Italia ai mondiali in Germania del 2006. Speriamo che possa fare bene alla guida del nostro Napoli. Alcuni ingredienti di questa pizza sono tipici della sua terra e del nostro Sud, del resto lui è orgoglioso di essere meridionale: la ‘nduja di Spilinga e la spianata calabrese. Poi ho messo un broccolo barese, la provola di Agerola, un po’ di grana e il cacioricotta del Cilento. Ovviamente un giro di olio evo e foglie di basilico. La troverete in menù dal primo al 29 febbraio”. Qui di seguito foto e video della pizza dedicata a Gennaro Rino Gattuso.

 

Oggi sei un riferimento in RAI: da sei anni curi il “tutorial pizza” nel corso del programma “Detto Fatto”.

Si e mi rende orgoglioso perché con Caterina Balivo prima e Bianca Guaccero ora, ho la possibilità di far venir fuori la fusione pizza-musica-arte-cultura che da sempre ispira il mio lavoro. E poi, come diceva il grande Mike Bongiorno, bisogna puntare all’allegria in ogni cosa che si fa”.

Nel mondo della pizza sei entrato per caso, ma non hai impiegato molto tempo per attirare l’attenzione su di te…

Si, tutto vero. Sono stato scoperto da giornalisti del calibro di Bruno Sganga e Luciano Pignataro, poi tanti altri grandi professionisti hanno dedicato articoli e servizi sul mio modo di intendere la pizza. Sono diventato anche docente all’Università degli Studi di scienze gastronomiche di Pollenzo, alla Scuola “Dolce&Salato” di Maddaloni e al Gambero Rosso di Nola”.

Poi un giorno, in un tuo locale, è entrato Beppe Vessicchio: il Maestro è rimasto incantato dalla tua pizza e sorpreso per la tua voce…

Non canto per vivere, ma vivo per cantare! Il Maestro Vessicchio ritiene che io abbia un canto naturale, popolare, antico. Proprio come la mia pizza che è un concentrato di storia, rispetto della tradizione, ma anche proiezione verso il futuro. E così Vessicchio mi ha chiesto di collaborare ai suoi progetti: nel corso dei suoi eventi concertistici in tutta Italia, canto in teatro con la sua orchestra e spesso preparo anche pizze. Grazie a lui ho avuto modo di incontrare persone del calibro di Tullio De Piscopo e Francesco De Gregori, giusto per fare due nomi”.

Progetti futuri?

Porterò la mia pizza e la canzone napoletana ad Hong Kong: dal 26 febbraio al 4 marzo ci sarà una grande promozione del Marco Polo Hotel e hanno voluto anche me come testimonial perché adorano il concept Napoli-pizza-musica. Dico grazie all’executive chef Andrea Delzanno e al mio amico Paolo Barrale, chef stellato Michelin: eseguirò brani napoletani dal 1600 al 1990. In programma anche miei concerti in teatro- Inoltre ho preso parte a diverse produzioni cinematografiche nazionali ed internazionali che usciranno prossimamente”. Ha concluso l’ideatore della Pizza Gattuso.

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